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... e retroattività della sua visione del mondo (Massimo Scaligero)

[Il primato della polititica sull'economia è oggi ciò che auspicano i più imbestialiti ed alterati statalisti ed i più imbestialiti ed alterati succubi della cultura di Stato - ndr]. Sulla base di un simile enunciato, il dialettismo è portato a un'interpretazione della storia, della natura, della cultura e del senso della vita, nella quale proietta lo stato di fatto psichico di cui è inconscia espressione: fonda discorsivamente una nuova scienza dell'uomo incentrata sul tema economico, che diviene base astratta dei provvedimenti intesi ad assicurare l'esistenza di quell'organismo animale evolvente in cui è identificato l'uomo. L'economia cade nelle mani dei teorici, che mancano dell'intuito necessario alla penetrazione del fatto economico, ma possono far mostra di penetrarlo, mediante duttile dialettica.

Una mitica teoretica si proietta in prassi economica, la quale tuttavia, mediante i disastri che provoca, dovrebbe stimolare il riconoscimento obiettivo del suo irrealismo. Ciò non si verifica: il ferreo potere politico, infatti, secondo il tipico decorso paranoide, è pronto a giustificare ogni fallimento e a trasformarlo in punto di partenza per ulteriori esperienze, sanando le conseguenze negative con l'imposizione di ulteriore sacrificio alle masse sottoposte, o riuscendo ad ottenere sostegni dai Paesi della cui unità sociale opera a corrodere le basi.

Se l'alterazione mentale non dominasse il processo, il fallimento sarebbe istruttivo, in quanto rivelerebbe l'inadeguatezza del pensiero chiamato in causa: l'impossibilità dell'economia di sottostare a paralogismi politici. Ma la pianificazione non può che obbedire alla propria logica: come proiezione del contenuto monoideistico, non può che insistere nel proprio movimento. Carattere del contenuto ossessivo è infatti non ammettere revisione di se medesimo, mancando l'attività autonoma della coscienza. La coscienza vincolata all'automatismo dialettico è capace di critica, o di «auto critica», non riguardo al contenuto ossessivo - perché non potrebbe avvertirlo - ma riguardo alle forme della sua manifestazione, onde viene coltivata l'illusione che la dottrina evolva nel tempo e gli errori di applicazione si eliminino da sé.

In realtà, malgrado le metamorfosi dialettiche, la sostanza psichica della dottrina rimane immutata: ogni volta, la conseguente gravità della crisi viene compensata dall'intensificazione del condizionamento politico, che all'uopo mobilita l'arte, la cultura, la scienza, la propaganda. Mentre costringe la massa a un più intenso ritmo produttivo, sotto la pressione monoideistica della redenzione, continuando a non aver alcun rapporto con la realtà economica di cui presume essere la teorica, simultaneamente da' vita a una suggestione fiancheggiatrice mediante l'alterazione portata alle scienze storiche perché rispondano ai fini attuali della dottrina. La proiezione retroattiva di significazioni riguardo a eventi del passato, privi di correlazione con il contenuto dottrinario attuale, viene organizzata secondo la logica dello schema automatistico.

Il carattere patologico di questo proiettare nel passato, nella storia, nel mito, nel folklore e in tutte le scienze connesse per necessità di ricerca, il senso della dottrina nata da una rottura con le significazioni metafisiche del passato, risulta evidente se si considera che il contenuto storico è quello che può pervenire a noi, per il fatto di essere uno con il proprio senso, o con la propria necessità ideale, come espressione dello spirito di una determinata epoca, che lo storico dovrebbe tendere ad intuire, non ad eliminare per sostituirlo con un credo, prodotto di una tipica mentalità presente.

Ciò che vale notare è l'assenza di preoccupazione di apparire deformatori della storia, sulla base della sicurezza di una persuasione inevitabile del mondo culturale e accademico-universitario penetrato ormai nel clima della dialettica inconsciamente sostitutiva del pensiero, che può facilmente adattarsi a qualsiasi tema si presenti con caratteri di necessità e di sollecitazione dell'automatismo mentale.

(Automatismo formale e paranoia in "La logica contro l'uomo. Il mito della scienza e la via del pensiero", 4.3, Ed. Tilopa, Roma, 1967).

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