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di Massimo Scaligero

Non occorre speciale impegno per rendersi conto come l'impulso basale della cultura di questo tempo vada ricercato nel «mentale» umano, meglio che nel suo prodotto dialettico. Questo infatti si presenta come espressione di un pensiero, al quale il lettore o lo studioso dovrebbero risalire, perché potesse risorgere come loro pensiero, secondo un'antica consuetudine di retta lettura e meditazione. Essi dovrebbero poter ritrovare in sé le ispirazioni che mossero quel pensiero: incontrare in sé le situazioni reali dell'anima dell'autore.

Questo incontro sembra non possa più essere comunicazionedi reali significati, perché la serie dei portatori di pensiero è esaurita e ad essi si è sostituita la schiera dei ricamatori della dialettica, ma altresì perché, per identico motivo, i lettori capaci di leggere e rianimare contenuti di antica saggezza o di un recente passato, sono sempre piu rari.

L'incontro non può più essere un contatto con valori dell'intelletto, malgrado l'attività delle comunità intellettuali oggi volte a rendere «sociali» le forme della cultura, e malgrado il correlativo sforzo di volgarizzare il sapere e di introdurne la metodologia in ogni campo. In realtà tali forme, nonostante la professione di libertà delle comunità intellettuali, si possono riconoscere manovrate dalla politica e dalla pubblicità: parimenti gli uomini che le elaborano e le esprimono, obbediscono ad altri impulsi che quelli di uno spirito di cultura.

Tuttavia, il fatto che la politica e la pubblicità si siano impossessate della cultura epperò della vita dell'uomo, se si osserva, non significa che determinati uomini, o individualità, dirigano la politica e la pubblicità e perciò la cultura: questo sarebbe auspicabile, ma non si da'. Si può invece osservare come taluni uomini, che sembrano dirigere gli organismi politici, o finanziari o politico-economici o finanziari-pubblicitari, in realtà siano portati innanzi dai grandi meccanismi di cui sembrano tenere le leve di comando. In realtà essi sono manovrati da ciò che sembrano manovrare, come se potenze impersonali operassero mediante quei grandi organismi acefali che sono i partiti, le società anonime, le imprese pubblicitane. La dialettica scientifico-tecnica opera come giustificatrice delle posizioni che in tal modo si sono venute formando: parla mediante coloro che credono di possederle.

("Forme logiche del declino interiore" in "La logica contro l'uomo. Il mito della scienza e la via del pensiero", 2.1, Ed. Tilopa, Roma, 1967).

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