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[...] Se si chiede a preti o a catecumeni il senso della festa del Corpus Domini, non si ottengono risposte diverse dalla seguente: "La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali dell'anno liturgico della Chiesa cattolica. Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo. La data propria della celebrazione è il giovedì dopo la Solennità della Santissima Trinità" (http://it.cathopedia.org/wiki/Corpus_Domini). Quindi si ottiene la solita fuffa liturgico-burocratica, vale a dire parole vuote, dato che il senso della festa di un corpo dovrebbe indicare almeno dove sia quel corpo.

Si tratta infatti di indicare una cosa talmente grande che per esprimerla occorre parlare del Cristo come ne parlava Rudolf Steiner. Quando negli anni '70 lessi per la prima volta queste parole fui immediatamente certo che la via da seguire era quella: "Secondo l'esoterismo cristiano uno spirito solare del fuoco, il più elevato, il reggente degli spiriti del Sole, si incarnò nel corpo fisico del Cristo Gesù. Per poter venire sulla terra ed essere qui attivo, egli dovette usare un corpo fisico e sottostare alle condizioni terrene dell'uomo [...]. La Terra è oggi il suo corpo [...]. Le parole di Giovanni sono quindi da prendere alla lettera: "Chi mangia il mio pane, mi calpesta con i piedi", perché la terra è il corpo di Cristo. Quindi gli uomini che mangiano il pane preso dalla terra, che camminano sulla terra, calpestano il corpo del Cristo. Quelle parole sono dunque da prendere alla lettera, come d'altra parte sono da prendere alla lettera tutti i documenti religiosi" (Rudolf Steiner "La saggezza dei rosacroce", Ed. Antroposofica, 9ª conf., Monaco, 2/6/1907).

Il Cristo, cioè l'IO SONO, guida i suoi verso il cielo, generando nella terra immagini riproducenti il macrocosmo, preparandoli ad un'altezza che a parole può solo essere accennata indicando l'altezza solare che il sole ha nel segno del Cancro.

Anticamente queste cose si sapevano ancora. Ecco perché ogni anno, sessanta giorni dopo la Pasqua, quando il sole entra nel segno del Cancro, si celebra il "Corpus Domini", festa "eucaristica" del "Corpo di Cristo", "segno sacramentale del pane". Paroloni, questi, che dicono tutto senza però dire niente, dato che non si sa, né si vuole sapere più nulla del cielo, e dell'elemento celato racchiuso negli antichi testi.

Oggi bisogna pretendere che la chiesa dica la verità e non bugie: il Corpus Domini reale è tutto il pianeta, terra in cui risiede lo spirito di Cristo. In tal senso il Corpus Domini non è altro che la festa che dovrebbe affermare (almeno una volta all'anno) che "la terra è di Dio" e dunque di tutti. Ora, l'espressione "la terra è di Dio" è tratta dal passo del Levitico (Levitico 25,10 sgg.) relativo all'istituzione del giubileo, cioè l'anno della 'remissione': "ciascuno di voi - dice tra le altre disposizioni il testo biblico - tornerà nella sua proprietà... le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia, e voi siete per me come forestieri e inquilini". La stessa affermazione ricorre nel salmo 50, in cui all'uomo che crede di contentarlo con sacrifici e offerte, il Signore ricorda: "mio è il mondo e quanto contiene" (Salmo 50,12).

La festa eucaristica ridotta all'ostia è pertanto solo un segno di patologica grettezza dei sedicenti padroni della terra, sia da parte del monopolio dei soldi, sia da parte del monopolio del "Cristo".

(continua)

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