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Insidie dell'apparato formale - L'apparenza del contenuto

(Massimo Scaligero)

[In senso scientifico l'UE è come la teoria fisico-matematica delle stringhe o dei quanti o delle super particelle, o dei gravitoni, o quella di una qualsiasi altra insidia dell'apparato formale capace di apparenza di contenuto ma non di contenuto. In tal senso è un oggetto pericoloso, in quanto esperimento fatto a discapito delle tasche dei terrestri, esattamente come le spese fatte per i viaggi spaziali in nome del progresso nonostante si muoia di fame e si continui a non capire la vita di un filo d'erba - ndr]. Indubbiamente la logica non è teoria della conoscenza, ma ne costituisce lo strumento, e l'unica sua ragion d'essere e appunto operare come tale strumento, sia in senso analitico e sistematico, sia ai fini di particolari verifiche del discorso scientifico.

Mentre nel campo della matematica sono legittime operazioni aritmetiche e algebriche che astraggano da grandezze o da contenuti obiettivi, ciò e consentito alle operazioni logiche unicamente ove esprimano l'arte di sperimentare la mediazione originaria, oppure muovano da asserti del canone del puro pensiero. Quel che è l'assioma del matematico, dovrebbe essere per il logista l'enunciato del pensiero puro, allorché si rivolge a un contenuto non sensibile. La inferenza reca in tal modo l'effettiva necessità formale.

L'intuizione pura è presupposta dal logista: egli la rifiuta, ma attinge inconsapevolmente ad essa quando la sua ricerca formale è esatta. Si tratta tuttavia di un'esattezza di breve vita, in quanto il logista, non avendo coscienza del momento pre-discorsivo, sottomette l'elemento positivo del pensiero allo schema della discorsività, che non gli viene dal positivo pensiero, ma dal pensiero già dominato e mosso dal formalismo cerebrale: che è dire dalla natura. Onde da lui le forze coscienti del pensiero vengono usate a beneficio di un'obiettività apparente, il cui senso è annientare di continuo quelle forze di coscienza: giungere persino a negarne la realtà. La discorsività che da una tale contraddizione deriva, imprimendosi nell'altrui intelletto, ha il potere di privarlo della linfa intuitiva e di meccanizzarne l'espressione. Che è l'espressione della cultura corrente.

È un curioso pensiero, per esempio, quello del Carnap, allorché afferma che, come le coordinate geogratiche facilitano il compito dello studioso riguardo alla configurazione di ambiti della natura, così un linguaggio artificiale può essere usato come sistema di riferimento per lo studio di un determinato linguaggio naturale o di una classe di tali linguaggi. La realtà è che le coordinate geografiche, come costruzione di linee non date in natura, rispondono ad immobili entità fisiche, obiettivamente determinabili, mentre le parole rispondono comunque a concetti, ossia ad entità mentali immisturabili.

La struttura logico-matematica di un determinato linguaggio non comporta il suo funzionare automaticamente come un sistema di riferimento per il controllo di altri linguaggi, in quanto non si tratta di relazione dimensionale, bensì di inalienabile relazione mentale, non soltanto dei linguaggi con i rispettivi contenuti, ma del contenuto mentale dell'uno con il contenuto mentale dell'altro.

L'errore logistico è voler fare della logica simbolica fuori del campo logico-matematico, senza coscienza della limitatezza delle coincidenze strutturali del linguaggio calcolabile con quello delle discipline non formali. Simultaneo errore è voler fare della logica pura fuori del campo del pensiero puro, ossia fuori del pensiero che a tale logica da' costrutto, essendone il movimento formale, la relazione prima. Il campo particolare in cui la logica può legittimamente operare, inconsapevolmente obbedendo a tale canone, grazie alla coincidenza della relazione formale con il tipo di relazione implicito all'oggetto, è appunto quello della matematica e di determinati settori della fisica.

Data, dunque, la limitatezza dell'ambito della sua legittima utilizzabilità, una tale logica non può dar luogo a una scienza del linguaggio come veste del pensiero, senza essere un automatismo tendente a sostituire l'iniziativa del pensiero, con l'offrirgli la facile correlazione formale, che può rivestire qualsiasi contenuto psichico e in tale senso operare come veicolo di legittimità dell'alterazione mentale. Infatti non esprime il male psichico in quanto tale, ma la forma che lo occulta, apparendo veste deduttiva di un legittimo contenuto.

La paranoia più difficile a identificare è appunto quella che si veste di forma logica, in quanto il contenuto grazie a tale forma appare esso il portatore della propria legittimità. L'inganno consiste nel fatto che la legittimità di tale contenuto è in effetto un'apparenza. poiché si regge unicamente sull'apparato formale, la cui erroneità, come si è visto, consiste nel suo enuclearsi secondo esigenze di una determinazione che non possiede: quindi come se non fosse relativa ad alcun contenuto.

Una via di liberazione dell'uomo dall'inganno della presente cultura consisterà appunto nello scoprire che in più d'una delle attuali scienze empiriche è l'apparato formale che costruisce il contenuto di cui sembra essere veste. Non l'apparato formale si regge sul contenuto, bensì questo sorge da quello. Il contenuto in realtà non esiste. Tipiche in tal senso la sociologia e la psicanalisi. Situazione pericolosa non soltanto per il fatto che si presta all'espressione logico-scientifica di alterati mentali, ma soprattutto in quanto tali scienze si edificano prive dell'esperienza dell'oggetto a cui si riferiscono e che le autorizza a ritenersi empiriche.

 

[Come il tossicodipendente è un alterato mentale disposto a rubare per mantenere il suo vizio, così il drogato di materialismo è un alterato mentale disposto a mantenere i suoi studi facendoli pagare ai suoi simili. Per rendersene conto ci si informi, ad es., sulle spese fatte per la mega costruzione del Large Hadron Collider, finalizzato a scoprire scientificamente come è nata la vita nell'universo. Una volta scoperto il "bosone", poi si scopre un altro concetto privo di contenuto, e poi un altro ancora, all'infinito, semplicemente a discapito delle tasche di tutti, e a beneficio di quelle di pochi!

Il Large Hadron Collider e gli esperimenti sono costati circa 6 miliardini di euro (l'Italia ha contribuito in media con 72 milioni di euro all'anno negli ultimi dieci anni

Se per avere una rappresentazione della nascita del sistema solare si prende una scodella d'acqua e vi si versa un cucchiaio di olio e poi col dito si imprime un moto circolare al circolo d'olio galleggiante, certamente quando si toglie il dito si vede che restano nella superficie dell'acqua molte gocce d'olio di diversa grandezza, che sembrano un sistema solare in piccolo. Però questo è sufficiente per dire che l'universo nacque così? No. Perché bisognerebbe anche chiedersi a chi appartenga quel mega dito, motore di quella mega poltiglia universale, o che cosa vi fosse prima del big bang, ecc. E per l'uomo non mentalmente alterato dovrebbe valere il medesimo ragionamento a proposito del Large Hadron Collider: cosa gli importa se il Large Hadron Collider spiega il bosone o il gravitone, o il "cretinone" se non spiega anche scientificamente chi, o cosa, fu quella forza che lo produsse nella realtà cosmica!!! - ndr].

("Il realismo ingenuo codificato: la nuova logica analitica" in "La logica contro l'uomo. Il mito della scienza e la via del pensiero", 7.8, Ed. Tilopa, Roma, 1967).

 

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