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(continua dal post precedente)

Eppure, il fatto che le modificazioni del nostro pianeta siano in stretta relazione con il cielo delle costellazioni è un'importante realtà, comprovata dai testi sacri, e perfino dai calendari.

Cercherò di mostrare tutto ciò anche se quanto dirò costituisce, per gli oscurantisti, materia di eresia.

All'inizio della primavera il sole sorge in un certo segno dello zodiaco.

Circa ottocento anni prima di Cristo sorgeva nel segno dell'Ariete, cioè dell'Agnello (per l'astrologia ebraica l''"Ariete" e l'"Agnello" sono la stessa realtà). Prima ancora nasceva nel segno del Toro.

Il sole impiega 2160 anni per passare da un segno all'altro ed il periodo necessario per attraversare tutte le dodici costellazioni, costituito da quasi ventisei mila anni (25.920 anni per la precisione, periodo temporale arrotondato dall'astronomia moderna a 26.000 anni) è detto anno cosmico.

I popoli antichi sentivano profondamente queste relazioni dello spostarsi del sole nello zodiaco e partecipavano interiormente al sorgere del Sole in primavera ed al rinnovarsi di tutta la natura, che durante l'inverno si era "riposata". Essi sentivano che i raggi del sole primaverile erano divini, in quanto svegliavano la natura dal suo profondo sonno. E sentivano che la forza della primavera univa quest'ultima alla costellazione in cui il sole sorgeva. Per loro era il segno zodiacale a inviare sulla terra il sole con la sua nuova forza divina creatrice. Loro, che, a differenza della maggior parte degli uomini attuali, erano ancora dotati di vita del pensare, e facevano collegamenti concreti di quanto percepivano. Tramite questi collegamenti rilegavano la terra ed il cielo. E questo rilegare era religione.

L'"agnello" appariva perciò agli uomini di circa due millenni fa come il benefattore dell'umanità, e tutti i miti relativi all'agnello risalgono infatti a quell'epoca. A questo simbolo si uniscono anche dei concetti divini come il "Salvatore" (il Cristo Gesù) rappresentato nei primi secoli con il simbolo della croce, sotto la quale vi è l'agnello, e solo nel sesto secolo il Salvatore è rappresentato crocifisso.

Nel periodo precedente a quello dell'Agnello - o Ariete per l'astrologia occidentale - vale a dire prima dell'800 a.C., il sole nasceva nella costellazione del Toro, e di conseguenza troviamo in Egitto la venerazione per il bue Api ed in Persia quella per il toro Mitra.

Ancora prima, il sole nasceva nella costellazione dei Gemelli, ed in effetti si ritrovano nella mitologia indiana e germanica molti accenni ai gemelli. I due caproni gemelli con cui viaggia il dio Donar ne sono un residuo.

Se poi si retrocede all'epoca del Cancro che ci porta vicino al diluvio atlantico, col quale finisce una civiltà e ne inizia un'altra, si coglie un segno ben definito: la doppia spirale, simbolo del Cancro.

I popoli insomma hanno sempre avuto precisa coscienza degli avvenimenti celesti, paralleli alle modificazioni sulla Terra (continua).

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