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[...] Da quanto precede, emerge - in base alla redazione biblica, alla tradizione ebraica ed a quella cattolico-romana delle feste liturgiche - che il cielo astrale e planetario è punto di riferimento essenziale per ipotizzare un futuro, sperabilmente non troppo lontano, di speranza in merito all'unica possibile comunità religiosa in grado di unificare il pianeta in una pace duratura.

Le problematiche del medio oriente, dell'oriente ed anche quelle dell'estremo oriente, soprattutto in merito alle tematiche connesse alla razza, cioè ai legami di sangue, potrebbero trovare, proprio nell'osservazione del cielo astrologico basata anche sulle scritture, alcune prime risposte culturali, tanto più che l'etimologia della parola "cultura", offrendo il significato di "culto di Ur", cioè di "culto della luce", in quanto "Ur" significa "luce", tratta del luogo di nascita di Abram, che oggi si trova ancora segnato nelle cartine geografiche dell'Iraq:


"Ur Kashdìm"

Questo luogo viene di solito tradotto "Ur dei Caldei" ma significa letteralmente "Luce degli astrologi".

Non bisognerebbe inoltre dimenticare che la stessa dottrina cattolica della Trinità, sorta a nord-est dell'Indo, ed estesasi dall'Asia Minore fino in Europa, è - per usare il linguaggio geografico attuale - di origine "irachena". Il dogma della Trinità fu infatti riconosciuto dalle razze di tutti i popoli possessori di religioni costituite. Fu insegnato nelle più antiche scuole caldee, egiziane e mitraiche. Il dio Sole caldeo, rappresentato dal toro Mitra, era infatti chiamato "triplice", in base all'idea trinitaria dei Caldei.

Da questo punto di vista si può dire che anche il culto della chiesa cattolica è solo una continuazione dell'antico culto di Mitra, in cui erano confluiti tutti i singoli culti misteriosofici dell'Asia Minore e dell'Europa meridionale.

Va altresì ricordato che Abram significa "Padre-Ram", cioè Ab-Ram, e che Ram o Rama è uno dei 28 nomi di Krishna. Anche questo è culturamente importante se si considera che il Kali-Yuga, o età oscura, comincia 36 anni dopo la morte di Krishna, e che 36 anni dopo la morte di Cristo (o più esattamente di Gesù considerato come manifestazione terrestre del principio Christòs, in quanto la morte non può cogliere un principio, ma solamente l'individualità simbolica che manifesta questo principio per noi), cioè nell'anno 70, ha luogo la distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani, inizio della dispersione degli ebrei, che corrisponde per loro all'era del Kali-Yuga!

La capacità di comprendere l'estensione che il nome Abram comporta non arriva però solo da Roma all'India, bensì fino al simbolo cinese dell'Yin-Yang, ed anche di questo simbolo ho parlato nei miei libri, spiegando il significato geroglifico di "AST" (o "Asoth"), principio spirituale delle forze astrali, che esaminate collettivamente, sono chiamate "Astarot" (Cfr. R. Guénon, "L'Archeometra", Ed. Atanor, Roma, 1986), nome che nella Bibbia compare anch'esso esattamente 7 volte (1ª volta: Deuteronomio 1, 4; 2ª volta: Giosuè 9, 10; 3ª volta: Giosuè 12, 4 ; 4ª volta: Giosuè 13, 12; 5ª volta: Giosuè 13, 31; 6ª volta: 1°Cronache 6, 71; 7ª volta: 1° Cronache 11, 44) e chissà per quale oscuro motivo (sul numero sette vedi anche "L'immagine dell'ordine celeste")! (continua)

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