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[...] Queste cose vanno dette. Non tanto per la loro numerologia - il giubileo è scandito dal 50 in quanto avviene ogni cinquant'anni, il salmo accennato è il 50°, il gruppo stellare Praesepe della costellazione del Cancro è formato da 50 stelle! - di cui nessuno più si meraviglia (in quanto nella maggior parte della gente manca oramai la connessione di pensiero) quanto per l'"Osanna", almeno, dei primi cristiani realmente rivoluzionari.

Nessuna meraviglia quindi se l'evangelista Matteo fa notare che la vita del Cristo ha raggiunto proprio lì, quando cavalca un puledro d'asina, il culmine della sua esistenza terrena, e se vi accenna poderosamente con le parole "Osanna nel più alto dei cieli" (Mt 21, 9).

La parola "Osanna", che in origine era un grido d'aiuto e che col tempo era diventata un'acclamazione solenne, qui sta a significare, proprio nella sua radice centrale ("san" nella translitterazione italiana) il 

"shan"

nucleo basilare della "rivoluzione" intesa dai primi cristiani. Nei dizionari ebraici, "shan" come parola è infatti tradotta in vari significati che in tale nucleo trovano la loro giusta collocazione: "risanamento", "studio", "ripetizione", "cambiamento", "trasformazione", "mutazione", "cambiare idea", "differenziarsi", ed anche "anno", calendario", "capodanno" e "sonno", quest'ultimo sembra quasi indicare che la rivoluzione consiste anche nella consapevolezza del fatto che ogni notte quando ci addormentiamo recandoci "all'altra sponda" andiamo proprio a nutrirci di forze stellari.

La conoscenza del cielo è dunque la premessa logica affinché anche in terra vi sia la stessa armonia degli astri.

Nell'illustrazione: Jacopo Tintoretto, La nascita della Via Lattea; particolare.

(continua)

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