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[...] L'uomo del futuro non potrà esimersi dall'osservare che la Terra è geopoliticamente divisa in tre grandi aree, in un contrasto sempre più accentuato tra un ovest avido, materialista e calcolatore (l'accusa islamica che l'occidente rappresenti Satana, sotto quest'ottica, non è poi tanto sbagliata), un est che, perduto il giogo ateo comunista con il crollo dell'URSS, esplode in violente e fanatiche ribellioni in difesa di valori che sono agli antipodi, e un centro, dove vengono a concentrarsi tutte le anime che arrivarono ed arrivano fin lì dall'occidente, dall'oriente, da nord e da sud.

Da un lato, la "democrazia" dei mass-media e della borsa e, dall'altro, la teocrazia oscurantista e medievale di tipo islamico si combattono ormai da troppo tempo in un duello crudele fra chi sbaglia perché sarebbe "troppo avanti" e chi perde perché sarebbe "rimasto indietro". Si tratta in verità una lotta fra diavoli, vale a dire fra le forze luciferiche dell'est e quelle altrettanto demoniache, ma differenti, dell'ovest ("arimaniche" direbbe Rudolf Steiner). Queste ultime, a differenza delle prime caratterizzate dal massimo principio generale di ribellione, consistono maggiormente nel principio di potere sul denaro e della relativa strumentalizzare e degradazione degli uomini basate sul bisogno.

Nel mezzo fra oriente ed occidente sta, accanto al Medio oriente, anche l'Europa, anch'essa osservabile come particolare luogo alchemico di etnie diversificate.

I popoli europei, differentemente da quelli medio orientali, riconobbero il Cristo secondo tre differenti intendimenti e logiche:

- i popoli latini, ispirati dalla Chiesa latina, riconobbero il Cristo prevalentemente come Re ed in tale logica nacquero i concetti di Stato e di Legge;

- quelli anglo-tedeschi delle Logge, le cosiddette logge di re Artù, riconobbere il Cristo prevalentemente come Maestro ed in essi poterono svilupparsi l'Illuminismo e l'attuale sistema politico-finanziario;

i popoli dell'Europa orientale - corrente del Graal - riconobbero il Cristo prevalentemente come Spirito. Il massimo esponente di questa corrente fu il teologo russo Solov'ev, significativa espressione di tutta la corrente scientifico-spirituale proveniente da Goethe e sviluppata poi da Rudolf Steiner.

Alla fine del primo versetto biblico, come ho fatto notare, la lettera "tzade" si inoltra verso il basso, e sembra quasi che in quel primo versetto vi sia tutta la conoscenza del passato e del futuro di tutta l'umanità nel suo processo di incarnazione terrestre.

Infatti, mentre all'undicesima lettera il nostro karma è rappresentato graficamente dalla lettera "lamed", che provenendo dall'alto, esce fuori dalle "righe" della nostra condizione materiale, alla alla fine del primo versetto biblico vi è già un segnale della possibilità di superamento del karma attraverso il Cristo. Si tratta della "tzade", 28ª lettera della Bibbia. La parola "tzade" significa "amo", e "tzedek", "giustizia". La ventottesima lettera della Bibbia, con la sua forma inoltrantesi fino al basso, esprime la capacità di pescare dal basso gli esseri umani per portarli verso ciò che è giusto, attraverso un altro elemento ciclico: la durata del mese lunare è infatti di 28 giorni. L'iniziato del Sole-Cristo, che attraversò il deserto per portare ad Abramo il culto del pane e del vino, fu infatti Melchitzedek, che significa "re di giustizia".

Anche attraverso la 28ª lettera è possibile dunque, attraverso logica immaginativa, il collegamento con ciò che il Cristo ha mostrato attraverso le parabole del chicco di grano, cioè che occorre andare "sotto terra" come il segno sacro "tzade", per essere poi ripescati.

Il dramma dell'umanità che nuota sott'acqua o che mette la sua testa sotto la sabbia come gli struzzi è la mancanza di conoscenza e l'ignoranza, e ciò permette l'instaurarsi dello schiavismo nelle coscienze come norma e normalità.

Se infatti dalla logica immaginativa del primo versetto biblico si passa alla lingua sacra di tutta la Bibbia, osservando il suo racconto nel suo complesso sia per quanto riguarda il passato che in merito al futuro, pare normale che il mondo debba essere una grande teocrazia sotto la guida di Dio, cioè del Dio d'Israele o Dio dell'Alleanza.

In merito a quest'idea di predominio però gli ebrei non sono soli. Anche i seguaci di Maometto si attendono una grandiosa autorità mondiale teocratica sotto la guida del loro profeta. Ed anche in Occidente ugualmente esistono analoghe aspirazioni, provenienti dal cattolicesimo romano. Le ambizioni di Roma su questo punto sono note. Una gran parte dei cattolici è perfino d'accordo con l'idea ebraica, che promuove con la sua propaganda apportando "solo" qualche correzione al modo di vedere degli ebrei, ed esprimendola così: "Noi cattolici non aspettiamo più il Messia perché per noi il Cristo è già venuto duemila anni fa. Il Cristo dunque non deve più venire; deve casomai ritornare e ritornerà rimettendo al suo posto l'antico popolo dell'Alleanza, la nazione ebraica, la quale però accetterà allora il nostro Cristo e lo confesserà; così Dio istituirà la sua teocrazia con gli ebrei e ci riunirà, in quanto nel Nuovo Testamento ebrei e cristiani sono riuniti in una stessa comunità".

Ovviamente, tutti coloro che non accettano questa testimonianza sono pagani.

In ogni caso gli ebrei con la loro attesa del Messia e i cristiani con l'attesa del suo ritorno volgono il loro sguardo, con una tensione piena di speranza, verso il paese di Cana, sapendo che là, sulle rive orientali del Mediterraneo, accadrà - come sta accadendo - qualcosa di straordinario e di straordinariamente sanguinoso, un grande combattimento, dopo il quale Dio è atteso come condottiero del suo popolo. Molti infatti sono i movimenti confessionali della grande propaganda che dice "La fine del mondo è vicina, preparatevi!" dai testimoni di Geova agli evangelici luterani americani di Billy Graham, al British-Israel, e così via.

Se però si riflette sulle origini del popolo ebraico, ci si accorge che questo popolo è solo una frazione dell'antico popolo semitico, anticamente diviso in dodici tribù che si separarono poi in due regni: il Regno d'Israele, comprendente dieci tribù, e il Regno di Giuda, comprendente due tribù. Ambedue questi regni, Israele e Giuda, subirono sempre infatti nel corso di millenni, grandi calamità e tribolazioni, tant'è vero che le loro popolazioni furono spesso deportate, così come è descritto nella Bibbia.

A un certo momento della storia, il Regno d'Israele però scompare improvvisamente e non si sa più che fine abbia fatto la sua popolazione. Si sa soltanto che le uniche tribù che rioccupano il loro paese nei suoi confini originari sono quelle del Regno di Giuda e che verso il principio della nostra era il regno di Giuda esso cade sotto il giogo dei Romani, dopo di che anche questi giudei si disperdono in tutto il mondo.

Ciò che appare completamente inosservato dai credenti di ogni confessione religiosa è che i loro discendenti sono proprio gli ebrei di oggi, che sembrano avere conservato maggiormente le antiche caratteristiche semitiche, ma nessuno si chiede dove siano sparite le altre dieci tribù.

Rispetto a queste dieci tribù si assiste come ad un vuoto della logica, che viene sostituito da mera fede acritica. Anche tali tribù infatti appartenevano all'antica razza semitica e anch'esse avevano la stessa vocazione dei giudei del Regno di Giuda.

Alcune ricerche fatte per determinare il luogo in cui si sarebbero fissate queste dieci tribù scomparse, portano all'ipotesi che migrando attraverso la Siria in direzione nord-ovest si siano stabilite nei paesi dell'Europa occidentale (J. Van Rijckenborgh, "Démasqué", Rosenkruis-Pers, Haarlem, 1983).

Se tali ricerche sono giuste si è indotti a concludere che noi stessi e molti altri popoli dell'Europa occidentale costituiamo i discendenti di quelle dieci tribù scomparse. Nel nome "Danimarca" si può rilevare per esempio il nome della tribù di Dan (Dan-Marca). Estendendo tale logica si può pertanto supporre la possibilità che anche nel nome di altri paesi sia rinvenibile quello della relativa antica tribù.

Questa è comunque solo un'ipotesi ed un'indicazione di studio. Si può però dire con verosimiglianza che non solo i danesi ma anche gli olandesi, i tedeschi, i fiamminghi, i norvegesi, gli svedesi, gli inglesi, ecc., sono in generale tutti discendenti delle dieci tribù scomparse d'Israele.

Il futuro nuovo ordine mondiale teocratico rimane comunque un'idea che Israele, sia esso inteso come "sionismo" o come "Verus Israel cattolico romano", dovrà assimilare al Corpus domini, cioè a tutti i popoli del pianeta a partire da "Cana di Galilea"... (continua).

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