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[...] In effetti viviamo già in regolamenti di un ordine mondiale usurocratico di cui Israele ed USA (i due grandi centri del mondo ebraico) non mi sembrano responsabili in quanto ebrei, bensì in quanto banchieri, ed in stretta compagnia dei nostri banchieri europei. Sono dunque i banchieri i veri affamapopoli, banchieri di Dio compresi (ci sono aspetti completamente ignorati dalla stampa italiana in merito al Vaticano, come se la banca del papa, lo IOR (Istituto Opere Religiose), i banchieri di Dio, Sindona, Marcinkus, Calvi, che riciclavano soldi sporchi delle mafie colombiane, cioè traffici non solo di droga e di armi, ma di denaro proveniente da più parti e che veniva smistato su banche europee ed asiatiche, capitali off-shore, bancarottieri vari, paradisi di beni immobili e paradisi fiscali, business della divina provvidenza, nuovi mercanti del Tempio, finanziamenti segreti a Solidarnosc, industria delle anime, tutto ciò non fosse esistito nel lungo pontificato di Wojtyla, e come se attualmente non esista tra le spire della nomenklatura vaticana, l’attuale lotta di potere nella Curia, dopo il radicamento dell’Opus Dei avallato da politici di sinistra e di destra…). Ma non sono solo loro i colpevoli. Lo siamo anche noi. Credo si possa affermare che questi predatori del mondo distruggono il mondo con la complicità dei politici e dei molti cittadini scientificamente persuasi che "panschiavismo è bello".

Credo pertanto che per vedere dove sta il marcio, occorra osservare criticamente le aberrazioni del nostro mondo monetario più che quelle del mondo ebraico.

Mi sembra infatti fuori di dubbio che i risultati concreti ricavati dalle attuali ricette monetariste siano assolutamente negativi anche se, con pretesa scientifica si è creata a livello mondiale una struttura che favorisce sfacciatamente la speculazione e le attività finanziarie, a scapito del naturale sviluppo dell’attività economica essenziale. La conseguenza di questa strategia è - fino a prova contraria - la crescita indefinita dell’inflazione e della disoccupazione.

Sheldon Enry, conosciuto studioso americano, ha svolto, nel suo libro "Miliardi per i banchieri, debiti per il popolo", importanti e significative considerazioni relative al sistema creditizio-monetario statunitense (che, tutto sommato, non differisce molto da quello italiano). Ne riproduco qui di seguito alcune tra le più interessanti.

Sheldon spiega che, costituzionalmente, il "Congresso" aveva il potere di battere moneta e di regolarne poi il valore, ma che nel dicembre del 1913, quando entrò in vigore il Sistema della Riserva Federale, questa facoltà del Parlamento venne virtualmente annullata, poiché si autorizzò la creazione di una Federal Reserve Corporation, cioè di una società privata con un Consiglio di Amministrazione (Federal Reserve Board) che, in pratica, esautorò il Congresso nell’espletamento di quelle importanti funzioni. "La Federal Reserve Corporation - sostiene Sheldon Enry - è una società privata controllata da banchieri e pertanto gestita a beneficio finanziario dei medesimi, a spese del popolo, anziché per il bene comune. Da quella data ignominiosa, il gruppetto di persone privilegiate che ci concede in prestito il nostro stesso denaro [...] ha accumulato fortune immense per aver emesso la nostra moneta. Dal 1913, costoro hanno creato decine di miliardi di dollari in moneta e in credito che prestano quindi - come loro proprietà privata - al governo e al popolo ricavandone gli interessi".

Sheldon illustra poi cosa succede quando serve denaro: "Il Governo Federale, avendo speso più di quanto percepisce dalle imposte, ha bisogno, ad esempio, di un miliardo di dollari. Poiché non possiede questo denaro e il Congresso ha rinunciato alla prerogativa di crearlo, il Governo deve rivolgersi, per ottenere il miliardo, a coloro che hanno la facoltà di crearlo. Ma la Riserva Federale, una società privata, non concede gratuitamente il proprio denaro. I banchieri sono disposti a concedere il miliardo di dollari in contanti o credito al Governo Federale, purché questi si impegni a restituirlo, con gli interessi! Pertanto, il Congresso autorizza il Dipartimento del Tesoro a stampare un miliardo di dollari in buoni del Tesoro che vengono consegnati ai banchieri della Riserva Federale. La Riserva Federale, allora, paga i costi di stampa del miliardo di dollari, una cifra irrisoria di circa 500 dollari, e consegna le banconote in cambio dei buoni. Il governo si serve quindi del denaro per onorare i suoi debiti. Quali sono i risultati di questa mirabile transazione? Ebbene, i debiti governativi vengono cancellati, ma il governo degli Stati Uniti ha indebitato il popolo, nei confronti dei banchieri della Riserva Federale, per un miliardo di dollari, più gli interessi, sino a che tale cifra non verrà ammortizzata! Questa transazione ed altre consimili hanno avuto luogo a partire dal 1913; attualmente - quasi settant’anni più tardi - il governo si è indebitato con i banchieri per più di 920 miliardi di dollari che il popolo paga sotto forma di imposte, senza nessuna speranza di poter estinguere il debito principale, mentre entrambi - il debito principale e gli interessi - aumentano di mese in mese" (W. Beveraggi Allende, "Teoria qualitativa della moneta", Ed. Ar, Salerno, 1993 (cfr. anche di Des Griffin, "Descent Into Slavery", South Passadena, Emissary, pagg. 291-297).

Le rivelazioni di Sheldon su questo incredibile "determinismo politico-economico" (cfr. C. Noica, "Sei malattie dello spirito contemporaneo", Ed. Il Mulino, pag. 40, Bologna, 1993: l’essere umano avverte che la sua libera creatività è dominata da leggi, proprio scoprendo nella storia di esse "le leggi statistiche o il determinismo politico-economico") - sistema "legale" monetario-creditizio, detto "politica di deficit di bilancio" o "politica del debito" (così viene chiamata la stampa di moneta senza corrispettivo di riserva aurea) - illustrano le infinite possibilità dei banchieri di ottenere, grazie ai loro sorprendenti privilegi-guadagni astronomici, che tutto, in definitiva, sia sotto il loro controllo, e ciò al più alto livello imprenditoriale - tramite alterazioni dei tassi di interesse - "tasso di sconto" e "controllo creditizio" - a spese della totalità delle imprese e dei privati cittadini.

Di fronte a dichiarazioni così illuminanti, non appare eccessiva l’affermazione secondo cui Abraham Lincoln fu assassinato perché, avvalendosi con decisione del suo potere politico, fece stampare i famosi "greenbacks" (banconote nazionali) dopo essersi rifiutato di pagare un solo centesimo ai banchieri che gli offrivano dei "prestiti" ad interesse, al culmine della Guerra Civile. Né appare così strano che John Kennedy sia stato pure assassinato poco tempo dopo aver espresso l’intenzione di rivendicare per il governo degli Stati Uniti la facoltà di "emettere moneta e regolarne il valore", così come recita la Costituzione del suo Paese ("Descent Into Slavery", op. cit., p. 314) (continua).

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