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[...] Quanto segue è un esempio logico-immaginativo di un risultato a cui si può arrivare tramite la sola considerazione pensante, senza conoscere niente della lingua ebraica, né di matematica sacra.

Nel mio libro "Numerologia Biblica" ho messo in luce da vari punti di vista la ciclicità intrinseca al numero undici, e recentemente un acuto lettore mi ha fatto un bellissimo regalo facendomi notare che la prima lettera ebraica che, per la sua forma geroglifica, risalta rispetto alla forma delle altre nel primo versetto della Bibbia è la lettera "lamed". Inoltre - ha osservato - "lamed è proprio l'undicesima lettera che compare nella Bibbia". Devo dire che dal 1995, anno della pubblicazione di quel libro, ho ricevuto per la prima volta, dopo quasi un decennio, un'osservazione simile a quelle che mi permisero di scriverlo, raccogliendo qua e là appunti in lunghi anni di ricerca. A quell'osservazione ne sono poi scaturite altre altrettanto importanti in merito all'ultima lettera del versetto, sempre poggianti sulla medesima logica immaginativa. Qui farò solo pochi accenni, soprattutto in merito all'osservazione della lettera "lamed".

Osservando il primo versetto biblico, ciò che salta subito all'occhio è infatti

il segno  "lamed",

che "va sopra" rispetto alle righe ideali della scrittura ebraica (detta anche quadrata).

Nell'ultima lettera di quel primo versetto biblico si nota invece l'"andare sotto"

del segno  "tzade".

Tenendo presente che questo è un esempio di logica immaginativa, dunque di consapevolezza dell'io rispetto alla sua facoltà creatrice di immagini, si consideri ora quanto segue. Nel primo versetto della Genesi la lettera "lamed", dodicesima dell'alfabeto ebraico, si manifesta per la prima volta come undicesima lettera del primo versetto, segnalando che la sua ciclicità è manifestata in quel luogo nella relazione fra 11 e 12. Lì compare dunque un valore che si manifesta attraverso un altro valore: lamed si manifesta tramite l'11° posto delle prime lettere bibliche. La ciclicità, che nel 12 è evidente nella percezione dei "dodici" i mesi dell'anno, delle "dodici" costellazioni, dei "dodici" semitoni della scala musicale, ecc.) è palesata dalla ciclicità dell'11, evidente solo attraverso logica intuitiva, come ho dimostrato nel mio libro ( "Numerologia Biblica" ).

Ma credo si possa ottenere l'idea di ciclicità anche attraverso il prodotto di quei due valori (almeno come ipotesi).

Se il prodotto di 11 x 12 è 132 e si considera il 132 come la risultante di due fattori, uno dei quali si manifesta tramite l'altro, l'ipotesi che tale prodotto (132) appartenga equamente ad ambedue porta a dividere in due parti uguali il 132. In tal modo si ottiene 66, valore attribuibile sia al primo che al secondo fattore.

132 : 2 = 66

Questa operazione non è altro che la formula pitagorica della famosa Tetraktis pitagorica o formula del valore segreto di un numero "n":


             n (n+1)

VSn  =  ----------

            2

In altre parole, anche senza conoscere la formula, ho applicato, secondo un ragionamento immaginativo di tipo estetico e perequativo la formula al valore del luogo (primo versetto biblico) in cui compare per la prima volta nella Bibbia la lettera "lamed".

A questo punto si può perfino rapportare tale luogo alla località geografica, che anticamente rappresentava attraverso un cerchio di 12 grosse pietre il prototipo delle carte astrali astrologiche, e l'idea delle ripetute vite terrene dell'essere umano: Galgala, in ebraico "ghilgal".

La parola "ciclo" si dice in ebraico "ghilgal" e si scrive con le lettere ghimel-lamed-ghimel-lamed, valori numerici, 3-30-3-30, totale 66. Se si prende il numero ordinale 11 e si sommano tutte le lettere che dall'uno portano all'undici, si ha sessantasei. Il risultato di questo tipo di operazione è il cosiddetto "Valore Segreto" di un numero e si scrive VS. Nel caso dell'11, si dice:

VS 11 = 66

Infatti:

1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11=66

La formula del VS di un numero (n) è quella sopracitata, e che, applicata all'11 da' come risultato il 66:


    11 x (11+1)

VS11  =  -------------  =  66

     2

Poiché il VS di 11 è 66, si può dire che tanto la collocazione della lettera kaf all'undicesimo posto dell'alfabeto ebraico, quanto la collocazione della lettera lamed nel primo versetto della Bibbia, esprimono il concetto di ciclo. E ciò dimostra che il concetto di ciclicità è essenzialmente matematico, e più che confessionale, è conoscenza universale.

 

Il termine "Ghilgal" è infatti riconosciuto come termine tecnico del "passaggio" da un'incarnazione all'altra: "Non si tratta di un luogo materiale, e neppure la Bibbia intende con tale parola un luogo. Ghilgal significa 'passaggio da un luogo all'altro'. È un termine tecnico: il rotare, il passare e vivere dell'anima entro un corpo fisico, il suo passare da un corpo fisico all'altro. Questo veniva chiamato Ghilgal" (R. Steiner "I profeti dell'io", Ed. Tilopa, pag. 49; l'etimologia di "ghilgal" è comunque storica e si trova nella Bibbia: "Allora Yahwe disse a Giosuè: "Oggi io ho rimosso da voi l'obbrobrio d'Egitto". Di qui il nome di Ghilgal dato a quel luogo fino al presente". "Ho rimosso" proviene dal verbo "gall", che significa "rotolare", "il rotolar via", "togliere", "allontanare", "rimuovere", ecc..., oppure anche il "volgersi" riferito alle acque, connessione possibile con il memoriale della divisione delle acque del Giordano (Giosuè 4,7). "Gal", come parola, radice di "ghilgal" e come verbo, racchiudono assieme, oltre ai significati di "esilio" e di "allontanamento", anche tutta la storia della divisione delle acque e quella delle 12 pietre erette a testimonianza del patto fra Dio e Israele; per questo motivo "ghilgal", significa oltre a "ciclo", "ruota", anche "cerchio di pietre" (Bibbia di Gerusalemme, Ed. EDB, pag. 413, nota di Giosuè 4,19). Anche il numero 12 delle pietre è rintracciabile nella sequenza ghimel-lamed-ghimel-lamed: ghimel e lamed sono infatti, rispettivamente, la terza e la dodicesima lettera dell'alfabeto ebraico; sommando le posizioni delle quattro lettere si ha il valore numerico della lettera numero 12, cioè 30 = 3+12+3+12. Il "cerchio delle 12 pietre" con l'idea di ciclo che esprime, può essere ravvisato anche nel significato simbolico dei cosiddetti "nodi lunari", entro le 12 costellazioni dello zodiaco, secondo un mito babilonese: "Marduk creò il grande dragone: alla testa vi pose il Nodo lunare ascendente e alla coda il Nodo discendente, facendogli portare 6 costellazioni sul dorso e 6 sul ventre." (F. Capone, "I nodi lunari", Ed. Capone, pag. 20). Questo dragone, chiamato Apopi nella mitologia egizia, viene chiamato Rahu o Kethu, nella mitologia indiana: Rahu, quando si considera la testa del Drago, (astrologicamente il nodo lunare nord), Kethu quando si considera la sua coda (il nodo lunare sud). Il significato del nodo lunare nord (Rahu), è nell'astrologia, quello della strada che l'individualità deve seguire in questa vita, per progredire, cioè per la propria evoluzione individuale. Il nodo sud rappresenta invece, la vita passata, cioè la precedente vita terrena, da cui l'individualità deve svincolarsi se vuol procedere in senso evolutivo; cfr. L. Mariangeli, "Astrologia tibetana", Ed. Mediterranee, pag. 68, e D. Koechlin de Bizemont, "Astrologia karmica", Ed. Armenia, pag. 213).

Undici è inoltre la terza parte degli anni di Cristo.

 (continua)

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