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[...] Di fronte al "mondo della globalizzazione" vi è il "mondo della mondializzazione". Fingendo di combattersi fra loro, i "due mondi" danno corpo in tutto il pianeta alla mega truffa dei banchieri occidentali che genera sangue, guerre e tribolazioni.

Si tratta in realtà di una grande lotta spirituale, lotta fra diavoli in cui il demone della "mondializzazione" e quello della "globalizzazione" combattono per il predominio.

I concetti di "mondializzazione" e di "globalizzazione" si fronteggiano generando miseria:

- "mondializzazione" in quanto prevalenza delle forze luciferiche: gli Stati-Nazione vogliono prevalere sulle basi di concetti quali la razza, la religione, la civiltà e la tradizione;

- "globalizzazione" in quanto prevalenza delle forze demoniache del dio Mammona: le Multinazionali sovrastano gli stessi Stati sulla base del numero, del denaro e del calcolo.

La truffa mondialista vuole in definitiva, anche attraverso l’uso della forza, rendere tutto il mondo produttore per un "popolo" consumatore.

La truffa "globalista", sostituendo l’uso della violenza fisica con quello della violenza burocratica, vuole rendere tutto il mondo consumatore, e le aziende, holdings, banche centrali e gruppi finanziari, tutto "globalizzato", il produttore.

Si tratta però della medesima truffa sostanziata in definitiva dall’equivoco fra "pubblico" e "privato".

Credo che in Italia tale equivoco possa essere chiarito da chi, per la sua esperienza, possa considerarsi il maggiore competente in merito a questi due concetti. Mi riferisco al nostro attuale presidente Ciampi [questo saggio è del 2004 - ndr], il quale riunisce in sé, accanto alle competenze ed ai poteri che ebbe come governatore della banca d’Italia, le attuali competenze ed i poteri di capo dello Stato italiano. Chi meglio di lui potrebbe chiarire una questione così importante? In qualità di ex governatore della banca d’Italia dovrebbe saper spiegare ai cittadini la differenza essenziale fra ente pubblico ed ente privato, e far conoscere quale, fra questi due enti, ospiti l’istituto della banca d’Italia. In qualità di presidente dovrebbe infatti essere in grado di spiegare a tutti gli italiani la struttura e le dinamiche del nostro sistema monetario.

Per avere fiducia nelle istituzioni, i cittadini italiani non dovrebbero forse conoscerle? La conflittualità fra "servizio" delle banche e "truffa" dell’emissione monetaria non è forse il vero conflitto di interessi da comprendere e da risolvere? Se l’istituto bancario è una S.p.A., cioè una società privata per azioni, può essere contemporaneamente anche pubblico? Ciò che è pubblico, è pubblico. Ciò che è privato è privato. Un concetto ed il suo contrario possono coesistere in un’unica idea? (Eppure oggi i truffatori legali, nel legiferare, non badano più neanche al principio di non contraddizione del pensiero: "la Legge Amato del 30/07/1990, n. 218, ha definitivamente "regolato", per es., le modalità per la trasformazione degli enti creditizi pubblici in società per azioni private. Da questa "nuova" concezione delle banche si è poi sviluppata di fatto - prima nel decreto legislativo del 14/12/1992, n. 481, di attuazione della Direttiva CEE 89/646, e poi nel Testo Unico del 1994 - perfino la "regola" di una "necessaria" innovazione lessicale: si è sostituito il termine "banca" con quello di "ente creditizio […] ‘che poteva richiamare la ormai superata [da chi?] concezione dell’attività bancaria collegata all’ente e non all’‘impresa’, in quanto il termine ‘ente’ poteva richiamare una funzione di pubblica utilità e non finalizzata esclusivamente al profitto": Giuseppe Santoro, "Banchieri e camerieri. Sovranità monetaria e sovranità politica", Ed. SEB, Milano 1999. Roba da matti!).

Se la risposta è sì, ciò che si crede "servizio" al cittadino è una "truffa"…(continua)

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