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Steiner sull'idea di tassare i soldi presso la banca centrale!

di Lorenzo Acerra

Osservando il denaro che esiste nel mondo, ne troviamo una parte nei conti bancari e nell'economia reale, e su questo lo Stato cerca alla meno peggio di produrre una tassazione accettabile per tutti. E poi ne troviamo dell'altro sui conti delle camere di compensazione bancaria, nazionali e internazionali. Un nome su tutti: Clearstream
 (cfr. vocidallastrada). 

E questo denaro sui conti Clearstream proviene da tanti luoghi, ma noi ci ricorderemo di quello che deriva dal signoraggio bancario e il denaro sporco (proveniente da perdite fittizie per creare denaro in nero, da traffico droghe ed armi, etc.). Naturalmente questo denaro dei conti Clearstream e delle camere di compensazione nazionali ad essa associate non viene tassato. In più esiste del denaro in nero esentasse nei paradisi fiscali, e questo viene reso effettivo ed operativo dalle camere di compensazione come Clearstream. In soli due casi la centrale di compensazione Swift, figlia di Clearstream, staccò la spina verso degli Stati: verso l'Iran tanti anni fa e verso il Vaticano il 1 gennaio 2013 per 39 giorni.

Oltre 1000 miliardi di euro vengono creati ogni anno dalle consociate della Banca d'Italia, questo denaro viene incassato da un'elite nell'ombra grazie all'esistenza dietro le quinte dei conti di Clearstream e, come incasso, non viene tassato. La Banca viene tassata solo per la sua funzione di intermediatrice del risparmio. La sua funzione di creazione di oltre 1000 miliardi di euro (operata dalle sole banche azioniste principali di banca d'Italia) non viene considerata né tassata. 
Il 30 gennaio 1933 Ezra Pound propose a Mussolini a Palazzo Chigi: «Bisognerebbe tassare il denaro al momento dell’emissione presso la banca centrale concessionaria» (ibid.). Mussolini annotò «Ezra Pound ha ragione...» e tutta una serie di complimenti all'amico Pound…. (Yvon De Begnac, “Taccuini mussoliniani”, il Mulino, 1990), ma poi sono rimaste solo parole.

L'idea di tassare i soldi presso la banca centrale che li emette appartiene a dei testi che ora vedremo che anticipano di parecchio Ezra Pound. 

Faccio un'ipotesi tra le tanti possibili formulabili. Dovendo la Banca d'Italia produrre un aumento di massa monetaria relativa al PIL italiano per il 2015, di un valore all'incirca di 1300 miliardi di euro, 350 miliardi rimarranno al governo italiano in quanto tributo esattoriale (il 27%) da destinarsi agli italiani. Sarà il governo a mettere questi soldi in circolazione mediante le sue spese. 

Il principio di tassare le emissioni di denaro e non le entrate dei singoli individui apparteneva all'inizio del secolo a Rudolf Steiner e in particolare cito una sua conferenza del 1919 in cui dichiarò: «Oggi tutti pensano che sia giusto tassare il reddito [...]. Se nel sistema tributario si vuole creare qualcosa di non parassitario per il processo economico, ma qualcosa che sia una vera dedizione del processo economico alla collettività, allora il capitale va tassato nel momento in cui viene immesso nel processo economico. […] L’imposta sulle entrate va trasformata in un’imposta sulle uscite (da non confondere con l’imposta indiretta)» (Rudolf Steiner, "Cultura Politica Economia. Per una triarticolazione della vita sociale", 2ª conf. di Zurigo del 25/10/1919). 
Ecco dunque il senso del tassare la moneta all’atto della sua emissione, eliminando ogni altra tassa! 

Questa “unitax” genererebbe immediatamente una quota consistente sufficiente per garantire un minimo vitale incondizionato per tutti dalla nascita alla morte. Inoltre essa non solo non sarebbe nemmeno avvertita come tassa, ma libererebbe ogni individuo dal recarsi all’ufficio imposte per pagare. 

Queste le parole di Nereo Villa (con-le-solite-ricette-non-si-risolve-il-problema), che ribadisce in tutti i suoi articoli, scritti e video la necessità della triarticolazione descritta da Rudolf Steiner. “Sono impressionato dal vuoto di pensiero che domina il mio Paese” (vedi anche: n-v-opere).

E continua: “Oltretutto si eviterebbe di delegare degli incompetenti ad occuparsi del nostro portafoglio. Siamo ancora attratti dall’idea ottocentesca di uno Stato plenipotenziario magari gestito dal popolo con obbligo di rendiconto istantaneo. Ciò presume una fede nel popolo che oggi non si può più avere. Valutare lo Stato o l’appartenenza a un gruppo più del singolo individuo mi pare anacronistico. Oggi la gente è talmente irretita nel valutare più del necessario la o le comunità (o i partiti) rispetto all’individualità, che si sente perfettamente a posto se viene disumanizzata, cioè ridotta ad uno schema statuale.

Addirittura secondo Nereo Villa la moneta dovrebbe essere emessa in regime di non monopolio e non dallo Stato (nell'idea triarticolata dei poteri dell'economia, del diritto e della cultura, lo Stato di diritto dovrebbe occuparsi solo del diritto, non di economia, né di cultura, pur restando a servizio giuridico delle istanze provenienti da queste ultime). 

Oggi il monopolio consiste nel fatto che non tutti possono creare una banca che possa creare moneta. 

Fino ad oggi sono accreditate alla banca centrale solo le banche che accettano questa commedia di mantenere una contabilità con la messa al passivo del valore creato, nonostante questo valore torni - a questo punto... in nero - perché chi ha preso in prestito necessariamente restituirà tutto il valore del prestito. La voce al passivo valevole per il bilancio, non ha corrispondenza con un'azione conseguente per neutralizzare il flusso in entrata. Fisicamente parlando, viene naturale chiedersi chi debba neutralizzare il flusso in entrata in modo che ci sia davvero sul campo un nulla di fatto. Due sono le possibili ipotesi: o c'è qualcuno che se ne appropria in nero o c'è qualcuno che brucia tutti i valori in entrata. La conseguenza della voce al passivo valevole per il bilancio sarebbe che al momento della restituzione quel valore scomparisse fisicamente. Di certo quel valore non è fisicamente scomparso per la banca al momento dell'emissione. A meno che questa non si sia indebitata con l'uomo invisibile. E che al momento del rientro del prestito lo passi, sottobanco, all'uomo invisibile. Che esiste veramente!

A chi dunque ha preso coscienza di ciò e propone che lo Stato stampi la massa monetaria si potrebbe proporre uno step in più, nella piena coscienza del valore del principio della triarticolazione enunciata da Steiner. Il criterio statale di gestione della banca centrale subordinata nel monetaggio allo Stato è inutile in un sistema sociale triarticolato in cui diritto, economia e scuole siano armonicamente funzionanti. 

Scrive Nereo Villa: “Non sarebbero necessarie banche di Stato in tale triarticolazione di poteri (ovviamente occorre approfondire questa idea che non va creduta bensì conosciuta [il libero mercato dell'emissione della moneta: le condizioni migliori prevalgono! Nota mia])”. Villa: “Sarebbe fatale rimanere impigliati nell'idea di Stato plenipotenziario. Tra l'altro la storia dimostra continuamente che tale concezione e tale Stato non funzionino”.

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