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L’imbroglio Bergoglio

The new haggadah of new fharaoh Bergoglio

Anticristianesimo del nuovo faraone

Motivi attendibili dell'elezione di Bergoglio relativi allo scandalo Clearstream-SWIFT di circa 8,3 miliardi di dollari, in assets, riciclati dallo IOR per conto della Mafia durante il precedente pontificato.

Ringrazio lo studioso Lorenzo Acerra dei documenti che gentilmente e pazientemente mi ha messo a disposizione in merito all’elezione di Bergoglio.

La recente affermazione di Bergoglio che l’uomo cristiano sarebbe tale solo in quanto appartenente alla chiesa cattolica ("Siamo cristiani solo nella Chiesa: no al cristianesimo fai da te") è anticristiana.

Per Cristo il tempio è il corpo umano, non qualcosa di esterno ad esso e solo se la chiesa cattolica non avesse chiese materiali sarebbe quella giusta, basata sul riconoscimento (del Cristo nell’altro da sé) e non su un documento giuridico. “Non rimarrà pietra su pietra”, scrivevano gli evangelisti (Lc 21,6; Mt 24,6). Quindi il “fai da te” è casomai ciò che dalla chiesa cattolica è stato fatto al Cristo, involucro dell’io umano presente in ogni uomo, indipendentemente dalla sua fede in questa o in quella confessione religiosa.

È però normale che il faraone faccia efficaci affermazioni di tipo ideologico-politico sull’appartenenza alla propria confessione religiosa, così come è normale che il mercante crei ed esalti innanzitutto nel proprio mercato il bisogno della propria mercanzia.

Perché l’impianto faraonico della chiesa cattolica ha come scopo principale NON la verità ma l’aumento della propria potenza, ingrandendo le sue fila. Anzi: “la chiesa cattolica odierà tanto più un’altra comunità, quanto più [...] in generale si accorgesse che in essa si cerca la verità cristiana” (Rudolf Steiner, Stoccarda, 2 gennaio 1921, pomeriggio, in “Come si opera per la triarticolazione dell’organismo sociale”, Milano 1988).

Oggi è andata completamente perduta la coscienza di una vita spirituale (o immateriale, o dell’io umano) fondata in sé, alla quale l’attività interiore umana prende parte. Non sto esagerando nelle mie affermazioni, né sono mosso da ostilità verso chiunque quando parlo della situazione di avversione cattolica verso la verità cristiana. Il mio dire è solo spregiudicatamente oggettivo e poggiante su logica di realtà, intendendo per realtà non solo il mondo materiale percepibile ma anche quello immateriale dei concetti che vi corrispondono.

Un sintomo di avversione cattolica per la verità cristiana lo abbiamo per esempio nelle traduzioni cattoliche dal greco dei differenti concetti “apocatastasi”, “anastasi”, ed “egheiro”, come se questi riguardassero un unico concetto, quello di “risurrezione”. Così non è, perché “apocatastasi” concerne il concetto ebraico “ghilgàl”, “ciclo” delle ripetute vite terrene dell’io umano, ed è ben diverso dal contenuto concettuale di “risurrezione cattolica della carne”. Dunque, riducendo questi tre concetti a questo solo concetto di risurrezione, i traduttori cattolici evitano di parlare della verità cristiana del ghilgal. Oltretutto nessuno dei cattolici, nati cattolici e mai divenuti cristiani, si fa la domanda: se è vero che le scritture cristiane sono ispirate dallo spirito santo, come mai non le si rispetta nella diversità dei concetti che tale spirito ispirò negli scrittori delle tradizioni di Matteo, Marco, Luca e Giovanni?

“Infatti la chiesa cattolica ha lo scopo di evitare con cura la verità cristiana e di aumentare quanto è possibile la propria potenza: questa è la meta della chiesa cattolica. Non la si commuove diventando sempre più cristiani. Ci si può riconciliare con la chiesa solo se essa è sicura della fedeltà a Roma dell’individuo. Non esiste altra possibilità di conciliazione. [...] La chiesa cattolica stima oggi di poter ingrandire di molto la sua potenza. [...] Essa, di solito meglio informata degli altri [...], nella sua grande politica mondiale, con un tratto che è talvolta geniale (nel progettare che l’umanità sia sempre più vincolata a Roma) utilizza il carattere nazionale del clero polacco; la Polonia diverrà essenziale nel gioco che la chiesa cattolica persegue. Secondo me dunque, la chiesa cattolica vedrà nel carattere nazionale del clero qualcosa che vorrà coinvolgere nel suo gioco, nell’ambito della grande politica mondiale. Di conseguenza è anzitutto necessario riflettere su ogni mossa che venga dalla chiesa [...]” (R. Steiner, op. cit.).

Queste parole pronunciate da Steiner nel 1921 sono preveggenza, dato che la chiesa cattolica dopo circa mezzo secolo eleggeva papa nel 1978 il polacco Wojtyla.

Riflettendo ora sulla mossa della chiesa cattolica che fa eleggere Bergoglio, cosa si percepisce? Semplicemente che Bergoglio viene a sostituire un papa che termina il suo regno tra scandali immani, cosa risaputa all’estero ma taciuta dai media italioti. Per esempio (ma è solo uno dei tanti esempi) il 28/02/13 l’attivista politico Bill Van Auken, riferendosi al mese di gennaio 2013, scrive nel suo articolo intitolato “Il papa termina il regno tra scandali nascenti: “[...] L’ultimo mese la Banca d’Italia ha chiuso tutte le transazioni basate su carta di credito al Vaticano, forzando le operazioni commerciali a procedere solo con denaro liquido. Come riportato dall’Economist: “La decisione è dovuta al fatto che la banca centrale deve adempiere con la legge anti-riciclaggio della Comunità Europea. Questa legge permette alle banche dell’Unione di operare con Paesi extra UE solo se questi hanno in essere adeguati contesti legislativi e relative attività di controllo”. Nel suo libro “Le carte segrete di Benedetto XVI” [Ed. Chiarelettere, Milano 2013 - ndr], basato sui documenti del cosiddetto Vatileaks, il giornalista Gianluigi Nuzzi riporta che la banca vaticana, con circa 8,3 miliardi di dollari, in assets, ha riciclato approssimativamente 280 milioni di dollari per conto della Mafia” (testo originale: And last month, the Bank of Italy closed down all credit card transactions at the Vatican, forcing its commercial operations to go cash-only. As the Economist reported: “The reason for the central bank's tough stance is that it has to comply with the European Union’s banking and anti-money-laundering law. This law permits EU banks to operate in non-EU countries only if these have adequate regulatory frameworks and supervisory controls in place”. In his book “The Secret Papers of Pope Benedict XVI,” based on the Vatileaks documents, journalist Gianluigi Nuzzi reported that the Vatican bank, with some $8.3 billion in assets, had laundered approximately $280 million on behalf of the Mafia).

A gennaio 2013, il sito ufficiale dei Musei vaticani accennava al problema con le seguenti parole: «Nous avons le regret d’informer nos visiteurs que, pour des raisons indépendantes de la direction des Musées, il n’est plus possible d’effectuer des paiements aux Musées du Vatican par des moyens électroniques» (cfr. nouvelordremondial).

Dunque, dal 1° gennaio 2013, chiudendosi tutte le transazioni basate su carta di credito nello IOR (banca vaticana) era sorto un grosso problema economico, per la cui risoluzione occorreva convincere la Clearstream-Swift connection a riaprirsi di nuovo allo Stato Vaticano, e quindi ai potenti, mafiosi e non, che, attraverso decine e decine di conti su Clearstream, visibili e non, si mantenevano e si mantengono fra l’altro anche ai proventi del signoraggio di tutte le nazioni dell’eurozona.

[Come è mostrato nel seguente video di Lorenzo Acerra, Clearstream è in Europa il notaio delle transazioni interbancarie. Ci sono casi famosi di soprusi dietro le quinte che emergono da questo importante documento]

 

 

Il problema è però risolto molto presto. L’11 febbraio 2013 Ratzinger annuncia le sue dimissioni e, “comme par magie” (vedi sotto), come per magia, il 13 febbraio, solo due giorni dopo, la “Provvidenza” vuole che la Clearstream-Swift riapra le braccia allo IOR.

Il black out, pur durando in tutto solo 39 giorni, costò allo IOR danni inestimabili, non tanto perché i turisti e i pellegrini non potevano più utilizzare le loro carte di credito, né i distributori di biglietti per il museo vaticano, ma soprattutto perché lo IOR aveva in Clearstream 21 conti non-pubblicati di suoi clienti d’elite (si veda l’elenco Clearstream del 2001).

Euroclear, Clearstream e la loro neonata SWIFT (cfr. "Significato di Clearstream") permettono infatti di trasportare elettronicamente titoli e valori per i propri clienti, permettendo loro di detenere ricchezze ingenti, a cui fornisce opacità e sicurezza: sicurezza al di sopra dei governi, sicurezza dai prelievi fiscali, e sicurezza di fare le cose sotto gli occhi di tutti i potenti ma lontano da occhi indiscreti.

Insomma dal tempo di Gesù ad oggi l’antico mestiere dei cambiavalute si è evoluto come non mai, dato che con l’esecuzione di Gesù, e con la crocifissione dello spirito stesso del Cristo da parte della chiesa cattolica - chiesa che è un mix sinedrita di pilatismo e impero romano che non vuol finire - nessuno ha più osato ostacolarli.

“Au lendemain de la démission de Benoît XVI, comme par magie, tous les interdits tombent, les D.A.B remarchent et SWIFT refleurit. Le 13 février, Huffington post (d’Anne Sinclair), qui est dans les secrets de la Haute Finance, annonce que la Banque du Vatican, l’IOR, va retrouver un président d’ici une semaine, après une période de 9 mois sans dirigeant. La démission de Benoît XVI est le résultat d’une lutte d’influence au niveau financier, cela a trait avec la réforme monétaire demandée par les BRIC et que Londres et Washington essayent de retarder… mais cela va beaucoup plus loin. Ce n’est qu’un des éléments d’un plan d’ensemble. La mission anglo-saxonne est en marche” (cfr. cequelesmediasnousdisentpas e agoravox francese).

Resta ancora una domanda alla quale bisognerebbe rispondere per non essere tacciati di complottismo: per quale motivo sostituendo Ratzinger con Bergoglio tutto si sarebbe normalizzato come si è di fatto normalizzato nello IOR?

A questa domanda non so dare risposta. Per ora mi sono limitato semplicemente a prendere atto dell’accaduto. Una cosa è comunque certa: che la chiesa cattolica è costruita sulla menzogna di un Cristo male inteso, e reso carta, regola, dottrina (cfr. il mio saggio “Il cielo di tutti” mentre perfino il Libro, la Torà, con l’avvento del Cristo trasformò la propria conformazione atomico-molecolare da carta in carne…  

Le motivazioni di stanchezza addotte da Ratzinger alle sue dimissioni da papa non mi sembrano plausibili, a meno che il fare il papa non appaghi… ma se una cosa della mia vocazione non mi appaga significa che non è la mia vera vocazione, e ciò avviene perché forse scambio per essa l’ipocrisia e i compromessi che essa comporta. Questi, sì, che stancano. Però se esplico davvero la mia vocazione, io non mi stanco mai. Lo sanno tutti coloro che fanno ciò che fanno perché amano il proprio agire. Reputo comunque del tutto inutile battersi ritualmente il petto tutti i giorni dicendo “mea culpa” “per pensieri, opere, e omissioni”, se poi si deve sostenere una civiltà della menzogna.

La civiltà della menzogna è il punto chiave!

Il risultato del nascosto connubio fra cattolicesimo da un lato e statalismo dall'altro è la civiltà della menzogna.

Ne ho parlato varie volte e in vari modi. Queste idee vanno ripetute e continuerò a ripeterle finché vivo, perché, nonostante questa civiltà, io credo ancora nella bontà della natura umana.

La civiltà della menzogna, regolarmente percepibile oggi in TV, ha, come ogni cosa, il suo senso: tutto il male, tutto il lato cattivo della natura umana, se lo si osserva da un punto di vista superiore può tramutarsi in bene, vale a dire in ciò che per l’uomo è la garanzia del suo eterno e sempre ascendente progresso. Il senso è dunque una consapevolezza precisa: gli assassini pedofili non sono più mentitori dei preti pedofili o dei politici, o dei mass media.

Anzi, vi è una precisa hit parade della menzogna: “Al primo posto sono le chiese, al secondo vengono i media e al terzo i politici. E ciò è detto del tutto obiettivamente, non su base emotiva” - afferma Steiner - “L'entusiasmo nel mentire è suscitato da quanto si apprende a seguito di un'educazione sacerdotale. L'entusiasmo a mentire nella stampa è provocato dalle situazioni sociali. Nella politica la menzogna è invece solo una continuazione nella vita civile di quello che è del tutto ovvio nel militarismo, con il quale la politica è strettamente connessa: volendo vincere un avversario, lo si deve ingannare, e tutta la strategia tende appunto a imparare come si inganna; è un sistema che viene trasposto nella vita civile, a seguito della parentela tra militarismo e politica.

Nella politica il mentire è un sistema. Negli altri due gruppi, giornalisti e rappresentanti delle confessioni, il mentire è entusiasmo. La gente, per puro pregiudizio, non è ancora convinta che è impossibile rimanere nelle confessioni, nei partiti e negli aggruppamenti vari, e dire la verità. All'interno di queste organizzazioni, chi crede poter avere in esse una funzione e dire la verità, può diventare tutt’al più una figura tragica” (R. Steiner, op. cit.).

Restare in una confessione di fede pur restando in buona fede è impossibile, perché si può ingannare il mondo per un po’ di tempo, o una parte del mondo per tutto il tempo, oppure ancora una parte del mondo per una parte del tempo, ma non si può ingannare tutto il mondo per tutto il tempo.

Le contraddizioni a cui si assiste giornalmente in tv, se proiettate sullo schermo degli ultimi secoli di storia della filosofia, non sono altro che un sintomo della civiltà della menzogna a cui siamo arrivati per pigrizia mentale.

Un esempio: in un suo libro Woody Allen si mostra terrorizzato da Immanuel Kant, e Umberto Eco scrive a questo proposito che “dal modo in cui lo usa come elemento comico, si capisce che lo ha letto, ma non ha sopportato lo choc” (U. Eco, in W. Allen, “Saperla lunga”, introduzione alla 1ª edizione del 1973). Eppure, pur chiedendosi in quel libro se Kant non abbia preso una mega cantonata sul piano morale, Allen fa iniziare il suo ultimo film “Basta che funzioni”, con l’affermazione kantiana sul “male radicale”, che è appunto il fondamento kantiano della vita morale-razionale. “Gli insegnamenti di Gesù sono una meraviglia - dice Boris, protagonista del film - così come lo sono in origine le intenzioni di Carlo Marx […], tutte grandi idee ma hanno tutte quante un fatale difetto: sono tutte basate sul falso concetto che l’uomo sia fondamentalmente buono”. La prima falsità è però proprio questa, terrorizzante, che Kant fa in “Religione nei limiti della pura ragione”, dottrina rifiutata immediatamente da Goethe e da Schiller, e da pochi altri, ma accolta da tutti fino ad oggi: tanto dal mondo cattolico quanto da quello protestante in nome del peccato originale e dell’imperativo categorico del “dover essere”. In sostanza si delegano ancora oggi quei mondi a pensare per noi.

Ma chi crede e/o fa credere che l’uomo sia cattivo può allo stesso tempo credere nella legge? Forse che la legge non è opera dell’uomo?

Come per Marx i fattori ideali devono cedere il posto ai fattori materiali, così per Kant il fattore “conoscenza” deve cedere il posto al fattore “fede”. E questo è il problema di oggi della “politica” che si stempera nei tanti Peppone e don Camillo, che sono poi culo e camicia. Vi è una religione di Stato e vi è uno Stato, dunque da una parte dogmi di fede e dall’altra leggi di Stato. Ma sono la stessa cosa. Anche la fede è materialismo: si crede nel Libro anziché nell’io, “figlio dell’uomo”, in cui il Libro dovrebbe essere incarnato.

Così si arriva alle filosofie della carestia, della succubanza e della schiavitù. Ma questi mondi e quello della fede appartengono forse al mondo delle idee? Per Marx, che scrisse “La miseria della filosofia” (contro lo scritto "La filosofia della miseria" di Prudhon), forse sì. Così per Kant, che nella prefazione alla 2ª edizione della sua “Critica della ragion pura” scrisse: “Dovetti dunque togliere la conoscenza per far posto alla fede”.

Questi promotori di materialismo sono tutt’altro che filosofi! Si prenda la stima di Marx per Feuerbach. Essa è paragonabile a quella che si può avere per il barone di Münchhausen che diceva di sostenersi per aria attaccato al proprio codino. Infatti Marx si rifà a Feuerbach, così come quest’ultimo si rifà a Lichtemberg, che poneva il problema: cosa viene prima, lo spirito o il corpo? E come risposta a questa domanda, si stabilì lo spirito come prodotto dell’evoluzione corporea. E qualche decennio prima Cabanis era arrivato a sostenere: “Il cervello secerne pensieri come il fegato secerne la bile, e le ghiandole salivari la saliva”. Lo stile del prode Münchhausen continuò poi con Lange, che dirà: “I sensi ci danno gli effetti delle cose, di questi semplici effetti fanno però anche parte i sensi stessi, compreso il cervello”.

In altre parole, tutte queste “filosofie” della materia generano ogni altra contraddizione: i fattori materiali agiscono in modo indipendente dalla volontà dell’uomo, per cui si genera la soggezione dell’uomo rispetto alle forze produttive materiali, di cui egli diventa, sia nel suo modo di pensare, sia nel suo modo di agire, un semplice schiavo.

Quando non ci si mette d’accordo, perché non ci si intende più a causa del trasformismo dei contenuti concettuali scambiati per parole, o per dialettica priva di contenuto, non rimane altro, per sopravvivere, che la forza bruta, la guerra, l’omicidio. E più il mondo è pericoloso, più la sicurezza è ottenuta dall’aumento degli strumenti repressivi. E perché non ci si può mettere d'accordo? Perché la nostra attuale cultura non è più in grado di indicare il vero senso della giustizia, in quanto ostacolata dal nichilismo giuridico della scuola dell'obbligo (cultura di Stato). Come si può immaginare per esempio una moratoria universale contro la guerra se nelle scuole di Stato e nelle università si abborre l'universalità del pensare e se nel catechismo cattolico si fa studiare l'art. 2266 favorevole alla guerra giusta come pedagogia necessaria, o se un criminale dello spirito vestito da faraone predica al mondo che non può esistere cristianità senza appartenenza materiale alla chiesa?

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