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A gentile richiesta di un giovane studioso ed amico

 

 

Chi si avvicina per la prima volta all’idea della triarticolazione sociale si avvicina materialmente a se stesso, cioè alla fisiologia del proprio organismo corporeo, in quanto vi è similitudine fra organismo sociale e organismo umano.

I due testi base iniziali per approfondire l’idea della triarticolazione sociale sono Enigmi dell’anima e I punti essenziali della questione socialedi Rudolf Steiner. Il primo serve per delineare correttamente la fisiologia dell’organismo umano; il secondo per rapportare tale fisiologia all’organismo sociale.

Prima struttura da considerare per la comprensione della triarticolazione è l’organizzazione del capo umano connessa a tutto il sistema nervoso e sensoriale.

Pensata socialmente questa struttura va capovolta. Non solo perché i veri frutti che alimentano l’organismo sociale provengono dalla testa umana similmente alla linfa vitale proveniente dalle radici dei vegetali, ma anche perché osservando bene tali radici si nota che le circonvoluzioni del cervello hanno una forma simile. La similitudine fra organismo sociale e organismo umano ha dunque a che fare innanzitutto con questo capovolgimento. “Confrontando l’organismo sociale con quello umano - spiega infatti Steiner nella 2ª conf. del ciclo “Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici” - si arriva a un giusto risultato soltanto pensando all’organismo sociale messo alla rovescia”.

Un’altra struttura si situa invece nel torace e riguarda il sistema ritmico, soprattutto la respirazione e la circolazione sanguigna, ma anche qualsiasi altro processo ritmico dell’organismo umano.

La terza struttura, metabolismo, riguarda principalmente le membra e gli organi attivi nei processi del ricambio.

L’organismo umano è sano se ogni sua struttura interagisce con le altre due mantenendo la propria autonomia. Invece è malato se una delle strutture esce indebitamente dal proprio ambito e sconfina in quello delle altre. Nei suoi tre sistemi (1° nervoso, 2° ritmico-respiratorio, 3° metabolico) è contenuto tutto quanto è necessario, se organizzato con reciprocità d’azione, al sano funzionamento complessivo dell’organismo umano.

Così è per l’organismo sociale. Questo deve potersi articolare in tre strutture indipendenti in se stesse ed aventi ognuna la speciale organizzazione che le è propria.

Le tre strutture in questione sono rispettivamente quella economica, quella politica, e quella culturale.

Il concetto di articolazione, inteso nelle tre strutture sociali e nei tre sistemi del corpo umano, non riguarda parti della società o del corpo spazialmente delimitate, ma le attività, cioè le funzioni dell’organismo.

Anche il concetto di organismo non riguarda parti o sezioni staccate o astratte. Per esempio il termine “organismo del capo” è usato da Steiner tenendo presente che nel capo ha il suo centro in prima linea la vita dei nervi e dei sensi, ma che naturalmente esistono nel capo anche attività del ritmo e del ricambio, come nelle altre parti esiste attività neuro-sensoriale. Nondimeno i tre generi di attività sono nettamente distinti tra loro nella loro natura essenziale.

L’organismo sociale triarticolato non significa dunque un organismo sociale “diviso in tre parti”, cioè tripartito.

Steiner ha promosso il termine “triarticolazione” (“dreigliederung” in tedesco) distinguendolo bene dal più facile termine “tripartizione”, relativo ad una mera giustapposizione degli “arti” dell’organismo sociale e non al loro articolarsi reciproco secondo logica di realtà.

Chi crede all’opportunità di rendere in italiano il concetto “dreigliederung” con “tripartizione” - errore fatto soprattutto dagli inglesi con “threefolding” - pecca di superficialità, dando più importanza alla forma delle consuetudini linguistiche, che ai contenuti sostanziali dei concetti in oggetto. Fra l’altro, coloro che oggi parlano di “tripartizione sociale” senza considerarne concretamente la triarticolazione, ragionano in modo meramente intellettuale, cioè astratto e superficiale, proprio come gli inglesi della “threefolding”...

Nel corso del diciannovesimo secolo acuti pensatori dimostrarono utopica la triade “Fraternità, Uguaglianza e Libertà” della rivoluzione francese, osservando che essa non avrebbe potuto attuarsi negli Stati in quanto contraddittoria.

Ed avevano ragione!

“Si deve convenire con quelli che rilevano tale contraddizione - spiega infatti Steiner in “I punti essenziali della questione sociale” (Ed. Antroposofica cap. 2°, pp. 68-69, Milano 1980) - e pur tuttavia, per un generale sentimento umano, non si può fare a meno di provare simpatia verso ciascuno dei tre predetti ideali. Questa contraddizione sorge per il fatto che il vero significato sociale di questi tre ideali emerge esclusivamente dal riconoscimento della necessaria triarticolazione dell’organismo sociale. Queste tre parti non si devono riunire e accentrare in un astratto e teorico parlamento o in altra unità consimile. Devono essere una realtà vivente. Ciascuna di esse deve essere accentrata in se sé. Soltanto dalla loro azione parallela e comune potrà poi risultare l’unità di tutto quanto l’organismo sociale. Nella vita reale concorre a formare l’unità appunto ciò che apparentemente si contraddice. Perciò si arriverà ad una comprensione della vita dell’organismo sociale, quando si sarà in grado di vedere quale debba essere, conformemente alle realtà, la struttura di questo organismo sociale, in rapporto alla fratellanza, alla uguaglianza e alla libertà. Si riconoscerà allora che la cooperazione degli uomini nella vita economica deve fondarsi su quella fratellanza che sorge dalle associazioni; nella seconda parte, il sistema del diritto pubblico, che concerne i rapporti puramente umani da persona a persona, si tratterà di mirare alla realizzazione dell’idea di eguaglianza. E nel campo spirituale [i.e.: immateriale, culturale, pedagogico, scuole, università, ecc. - ndr], che sta nell’organismo sociale in una relativa indipendenza si mirerà a realizzare l’impulso della libertà. Considerati sotto questo punto di vista, questi tre ideali manifestano il loro effettivo valore. Non si possono però realizzare in una vita sociale caotica [come lo è ancora quella odierna del 2014 - ndr], ma soltanto in un organismo sociale sano, triarticolato nel modo che si è detto. Non già una forma sociale astrattamente accentrata può realizzare tutti insieme gli ideali di libertà, di uguaglianza e di fraternità; bensì ciascuna delle tre parti dell’organismo sociale può attingere la sua forza da uno di questi impulsi. E allora potrà cooperare con le altre parti in maniera feconda. Coloro che sullo scorcio del secolo XVIII sollevarono l’esigenza della realizzazione delle tre idee di libertà, di eguaglianza e di fraternità, come pure quelli che più tardi la rinnovarono, sentirono oscuramente dove tendano le forze evolutive dell’umanità moderna; ma nello stesso tempo non seppero superare la loro fede nello Stato unitario. Per lo Stato unitario le loro idee sono una contraddizione. Essi accettavano ciò che era contraddittorio, perché nel fondo subcosciente della loro attività interiore agiva l’impulso verso la triarticolazione dell’organismo sociale, per la quale soltanto la trinità delle loro idee può assurgere ad una più elevata unità. Con chiara eloquenza gli attuali fatti sociali [il riferimento è alla prima guerra mondiale; questo scritto è del 1919 - ndr] esigono che le forze evolutive le quali, nel divenire della nuova umanità, urgono verso questa triarticolazione, vengano trasformate in volontà sociale cosciente”.

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