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“È necessario far entrare nelle teste la capacità di pensare, in modo che nel pensiero abbia posto la realtà. Tutta l’umanità è stata educata in modo da imporle una maniera irreale di pensare, anche nella vita pratica” (Rudolf Steiner, “Come si opera per la triarticolazione sociale”, Ed. Antroposofica, Milano 1988, pp. 53-54).

È certamente necessario, perché questa “educazione” procede oramai da cinque secoli…

Alla fine del Medioevo, soprattutto in Francia e in Inghilterra il potere militare e fiscale cominciò a concentrarsi in modo progressivo come potere politico nelle mani dello Stato cosiddetto moderno.

Questo processo di costruzione del monopolio del potere si scontrava con il tradizionale pluralismo dei poteri, tipico della società medievale, e con la relativa concezione di un potere limitato dalla libertà e dai privilegi di nobili, città, ecclesiastici, e così via.

Ma “tutti zitti, parla Agnesi!” dice oggi la pubblicità… Ed anche ieri tutti stavano ugualmente zitti presi per la gola per il pane o per paura della ghigliottina, mentre la teoria del potere assoluto accompagnava questo processo di formazione dello Stato moderno che rivendicava solo per sé la sovranità, che oggi il drago Draghi vorrebbe che si cedesse al Super Stato detto UE.

 

 

Essendo egli del tutto disindividualizzato uomo della specie, e quindi ripagato per la sua capacità di far tacere l’individualità, esattamente come Woodrow Wilson (1856-1924) che contava da Presidente degli Stati Uniti d'America di conseguire il giusto ordinamento del mondo, Mario Draghi, il nuovo Cesare, o nuovo Papa, come era detto Wilson, vorrebbe creare gli Stati Uniti d’Europa, senza minimamente pensare o vedere, o perché non vuole pensare né vedere, che l’America che vuole imitare è il Paese più indebitato del mondo.

Quindi il nuovo Cesare predica oggi la cessione di sovranità dai paesi dell’eurozona in nome dell’UE seguendo pedissequamente l’“ordine mondiale” del “programma del mondo” wilsoniano, pretendendo di continuare ad imperare sulle “genti”, indebitandole, fondato com’è sullo spettro dell’antico impero romano, e sul faraone di turno.

Ma cos’era la sovranità? La sovranità era il potere supremo, che non riconosce nulla di superiore sulla terra, di decidere sulla vita di una comunità.

La sovranità è però un non senso se non appartiene all’io, all’individualità, o se è pensata solo teoricamente. E ciò è dimostrato dal fatto che il drago oggi la rivuole indietro, pretendendola non per sé, che sarebbe peccato (!), ma per l’UE, cioè per il “noi” (la trasformazione dell’io nel noi è infatti l’attuale faraonica politica del vaticano)!

Il primo teorico del potere assoluto dello Stato e del suo potere sovrano fu il francese Jean Bodin, che nei suoi Sei libri della repubblica (1576) individuò la sostanza del potere “assoluto” del principe nella facoltà di contravvenire alle leggi civili: il sovrano è colui che non è legato da nessun obbligo o convenzione, se non dalle leggi divine o naturali, perché solo un potere così libero da ogni condizionamento terreno può garantire l'ordine e la pace. Il mondo è ancora in fiamme e in guerre di religione…

A radicalizzare questa esigenza di assolutezza imbecille del potere dello Stato, fu l’inglese Thomas Hobbes, la cui filosofia, benché diversa per presupposti antropologici e giuridici rispetto a quella di Bodin, nasce anch’essa in un orizzonte storico dominato dalle guerre civili e di religione. Si noti che Francia ed Inghilterra imperano sulle loro colonie, cioè terre rubate ad altri attraverso guerre e nuove carte.

Il sovrano hobbesiano è comunque un sovrano del tutto particolare. Immaginato come un grande uomo artificiale, è un mostro, una macchina, un “dio mortale”, creato dagli uomini attraverso un contratto, cioè attraverso una carta, per mettere fine, col suo potere assoluto, alla loro permanente ostilità.

Irrompe così sulla scena politica il protagonista dell’età moderna: il non pensante, cioè il “contribuente” a questo assurdo stato di cose, l’uomo fatto di bisogni, passioni e “ragione” (purché non pensi di suo), che ritiene di possedere per natura il pieno diritto di disporre di tutto ciò che lo circonda. E con la sua irruzione, cambiano radicalmente gli elementi che avevano caratterizzato fino a quel momento la teoria politica: al posto dell’animale sociale di aristotelica memoria, l’uomo diventa sempre più animale e sempre meno sociale.

Subentra così il sub-umano o l’uomo-nemico dei suoi simili che, usando l'espressione di Hobbes, è lupo per l'altro uomo; la società umana non è più l'espressione della natura umana, ma una convenzione, un accordo, un patto, insomma carta Lo Stato non è più una grande famiglia retta da un sovrano paterno voluto da Dio, ma uno spettro giuridico, una macchina cartacea creata da altri uomini-lupo (l’uomo di Hobbes è per definizione “lupo”) per non eliminarsi a vicenda e per uscire da una vita misera e breve, dominata dalla paura. Il mondo è ancora in fiamme, in guerre di religione, e sempre più terrorizzato dallo Stato…

Se in Hobbes lo Stato come potere assoluto appare legato allo scenario delle guerre civili e di religione, ed all’esigenza di costruire un’autorità stabile e forte per riportare ordine e pace all’interno del Paese, un secolo dopo, in Francia, il modello contrattualista di fondazione di un potere assoluto conoscerà un’altra variante, sempre cartacea, quella di Rousseau e del suo Contratto sociale.

Protagonista di questo modello non è più lo Stato Leviatano che con la forza e il terrore impone a tutti obbedienza e instaura la pace, ma è il cosiddetto popolo sovrano che rivendica un radicale autogoverno.

Ma anche in questo caso, in cui l'obiettivo non è più, come era in Hobbes, il superamento della guerra civile a favore dell'ordine, bensì il superamento della schiavitù per una vita da uomini liberi sul modello delle antiche città greche, lo Stato è sempre concepito come un potere assoluto costruito dall’uomo-lupo.

Da Hobbes secondo il quale lo Stato è il potere assoluto del sovrano, volto a superare lo stato di natura della guerra di tutti contro tutti e a stabilire l’ordine, si passò a Rousseau secondo il quale lo Stato è il potere assoluto del popolo (sovranità popolare), volto a restituire agli uomini la libertà di autodeterminarsi nella società civile, attraverso il contratto sociale.

Poi vennero i giacobini del terrore e l’uomo di Kant, concepito come “legno storto” da raddrizzare (mediante altri “legni storti” se l’uomo è per definizione un “legno storto”?) con l’imperativo categorico kantiano (non si sa bene chi sia il soggetto di tale imperativo, né l’oggetto) e col dogma del “dover essere” (non si sa bene che cosa). NB: l’etimologia di “debito” risiede nel “dovere”, e l’etimologia di Mammona in “mimen” che in ebraico moderno significa “finanziare”… Ma non pensiamoci. Tanto, cosa c’entra Mammona col Drago, e con la carta o con la banconota, o con la sovranità? Nulla. Basta non pensarci. 

Così oggi si passa a negare questa stessa astratta e cartacea sovranità in nome di un’altra idiozia cartacea detta UE, super Stato del MES, con tanto di super parlamento pagato da super ignari contribuenti…

Approvando il “Meccanismo Europeo di Stabilità”, o MES, i firmatari (onde la creazione del brano demenziale "Il firmARMAtario"), hanno infatti dimostrato di essere incapaci di pensare. Perché delle due, l’una: o costoro furono irresponsabili, oppure sono alienati.

Perché solo un irresponsabile o uno stolto può ideare un meccanismo, cioè un ente di tipo meccanico, per rendere stabile un organismo sociale. Un organismo reso stabile da un meccanismo è antilogico a meno che si voglia impedire all'organismo di crescere secondo le forze naturali che contraddistinguono gli organismi viventi. Costoro vogliono forse che l’UE, l’Unione Europea, non sia un organismo sociale vivente ma solo uno spettro giuridico, un meccanismo cartaceo, una carta, un’astrazione priva di vita, esangue, definita ma finita, morta prima di nascere, che perciò fa suicidare molti imprenditori, i quali ne costituirono da sempre la linfa vitale…

Se penso che mio padre partigiano passò sei anni della sua vita in guerra in Grecia, vorrei davvero sputare in faccia a Draghi e agli altri draghi come lui, Rousseau e Hobbes compresi, ma soprattutto a coloro che ancora oggi da allora non fanno le riforme continuando a parlarne senza nemmeno sapere cosa riformare…

Così è ridotta la gente italiota politicamente impegnata d’oggi o sedicente democratica, antifascista o fascista, che, facendosi forte dell’idea di giustizia che giornalismo e politica le propinano e che essa introietta come fa la foca col pesce senza assaggi e senza porsi domande, maschera se stessa dietro il surreale concetto di “legalità”, surreale in quanto per nulla fondato su logica di realtà, ma completamente intellettualizzato, e reso cartaceo.

La gente è ridotta così per l’incapacità di pensare con la propria testa, e di capire, il proprio moralistico fanatismo ideologico, politico e… papolatrico (termine da me coniato per definire l’adoratore del Papa).

“Così oggi la gente viene a dire che si deve coltivare il diritto, che si deve partire da punti di vista etici per progredire nella vota sociale. Sono tutte belle cose, ma sono molto astratte” (R. Steiner, op. cit., p. 54).

Così l’orda dei perbenisti e dei cittadini esemplari, che non sa, ma soprattutto che non ne vuole sapere… rincorrendo come una specie di vispa Teresa le nuove sciocchezze, per es., le cosiddette scie chimiche, gli OGM, il buco dell’ozono, il surriscaldamento terrestre, la sovrappopolazione terrestre, ecc., che additano con paranoico terrore, credono di combattere il nemico fuori di sé.

Steiner mise sempre in guardia da similari macchinazioni di sciocchi occultisti, che già al suo tempo pullulavano come pesci boccheggianti nel loro trasudato psichico…

 “La conseguenza è che la gente evita di occuparsi di antroposofia e la annovera ormai fra le sciocchezze” (R. Steiner, op. cit., p. 55).

La conseguenza è che il nuovo Cesare continua a fare il bello ed il cattivo tempo…

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