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Dedicato al vero amico Leonardo Facco

(anche se fondatore ed Editore del Movimento Libertario :D :D :D).

Coloro che nel loro comportamento rimproverano le mucche perché non sono più vitelli, sono i fedeli del cattolicesimo marcio, che nascono cattolici senza diventare mai cristiani, cioè rivoluzionari incruenti.

Ovviamente, le mie osservazioni non sono accuse giuridiche.

Io esprimo semplicemente il mio parere di studioso, che è contrario a quello di coloro che vogliono occultare i dati di fatto per difendere il cristianesimo istituzionale, insensato per il Cristo ("non rimarrà pietra su pietra" sono le parole del Cristo in merito al tempio materiale istituito).

Volersene stare quieti e comodi nella propria testa, così che anche il pensare, dentro di essa, debba trascorrere quieto quieto, sorretto tutt'al più da leggi logico-formali è in fondo come non voler crescere interiormente.

Il pensare concreto, cioè il pensare secondo logica di realtà, è per queste persone come avere in testa un formicaio, ed è cosa secondo loro poco sana.

Così costoro si acquietano nelle fedi o nelle dottrine, ideologie, ecc., pensate da altri, arrivando perfino a rimproverare l'autonomia di pensiero altrui, dando consigli a destra e a manca in tal senso anti-autonomistico.

Pretendere di comportarsi così è però come pretendere di rimproverare una mucca perché non è più un vitello.

Per chi ha ancora la forma interiore umana, la cosa fa sorridere e questo è senz'altro un buon segno, anche se la realtà di quell'acquietamento è tragica in quanto consiste nel rifiuto di essere un io cosciente, dotato di una propria sindéresi attiva nel discernere il bene dal male.

L'alienazione essenziale che questo clima di "mistica" del silenzio (quietismo "pro bono pacis") comporta, è tale da espellere da sé l'umano, la forma umana. Il persistere nella storia e l'estendersi di esso, in quanto clima di antipensiero, antilogica e di antimeraviglia, mascherati da adulazione, creò il terreno adatto alle guerre mondiali, e sta creando l'humus della prossima.

La principale seduzione di Belial, dio della menzogna (Corinzi 6,15 - Deuteronomio 15,9 - Giudici 19,22 - 1Samuele 11,9 - 2Samuele 16,7 - 2Samuele 23,6 - 1Re 21,10 - Proverbi 16,27; 19,28 - 2Cronache 13,7 - Giobbe 3,18 - Salmi 101,3; 41,8 - Naum 1,11 - Corinzi 6,15; Belial, a volte trascritto anche come "beliar" è il "nahash" di Genesi 3, il serpente ingannatore, e non è casuale che in inglese "be liar" significhi "essere bugiardo"; nei vangeli è detto Satana in quanto è l'avversario finto di Lucifero, e del detto paleocristiano "Christus verus lucifer", che significa: "Cristo è il vero portatore di luce") - consiste nel far credere che la ricchezza economica porti alla felicità, e nell’incoraggiare il nazionalismo.

Per fare un esempio, sono seguaci di Belial tanto coloro che negano a priori il problema del signoraggio bancario, quanto coloro che ne parlano credendo di risolverlo attraverso la nazionalizzazione delle banche.

Costoro in realtà non fanno che creare loro stessi l’humus ideale per garantire lo sviluppo della signoria del signoraggio che vorrebbero combattere.

Lo stesso dicasi per i predicatori di morale malati di dipendenza da Belial: adorano il dio quattrino credendolo trino ed avversando ogni forma di individualismo (dall'individualismo etico fino al Cristo inteso come involucro dell'io umano).

Si tratta dei falsi messia predetti dai vangeli, i quali non hanno altra base su cui poggiare se non la menzogna, il materialismo e/o l’interesse egoistico per il denaro, cioè per il bottino.

In altre parole, giocando a proteggerti ti spennano: giocano a riformare l’economia creando schiavitù mascherate da flessibilità sempre nuova, credendosi benefattori, guaritori della società, e giocano a riformare la chiesa e lo IOR (banca vaticana) allo stesso modo.

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