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“Se non si fosse ammalato tutto questo non accadrebbe”, disse l’uomo che copriva la sua calvizie con un riporto [monsignor Emilio Teodoro Grasselli, cfr. “L’isola del silenzio 03 Il Cristo sei tu” - ndr].

La donna non sapeva cosa rispondere. Era irritata dalla familiarità con cui l’uomo le parlava, dall’assedio delle sue domande. Non gli rispondeva né si azzardava a respingerle. Sperava che tutto finisse rapidamente. Nei corridoi tirati a specchio camminavano silenziose suore e partorienti. Un altro pianeta, distante da quello in cui lei si trovava contro la sua volontà.

“Desideri vederlo?”, insisté l’uomo, come se l’agonia del malato testimoniasse la purezza delle sue intenzioni.

La donna si rassegnò a seguirlo. L’uomo aprì la porta di una stanza buia e avanzò di qualche passo. La donna si affacciò. Non vide nulla, ma udì un gemito e uno stropiccìo di lenzuola. Provò una sensazione di nausea e indietreggiò. L’uomo la osservava con un sorriso di trionfo (Graciela Beatriz Daleo, intervista con l'autore, Buenos Aires, 3 aprile 1987).

La donna sapeva che il moribondo era stato un personaggio importante, ma ignorava fino a che punto fosse coinvolto nelle sue vicende personali. Ricordava le sue foto sui giornali. Vestito di nero, con una fascia viola alla vita, il Cardinale posava accanto al Generale. Il militare, in alta uniforme, gli porgeva una penna stilografica. Chino su un gran librone, il prelato simboleggiava la promiscuità ecclesiastica con il potere temporale. Dodici anni prima Graciela Daleo aveva operato nelle missioni di Acción Misionera nel Tartagal e nel Chaco di Santa Fé, insieme a Mario Firmenich e al sacerdote Carlos Mugica (Mario Firmenich: fondatore e leader del movimento guerrigliero peronista dei Montoneros; Carlos Mugica: prete appartenente al Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo, assassinato a sangue freddo dalla Tripla A, l’11 maggio del 1974 [ndt]). Erano parte del moto di rivolta che cresceva nelle viscere della Chiesa contro il modello incarnato da quell’anziano signore. Fu quella la sua porta d’ingresso nei Montoneros.

Ora doveva ascoltare con simulata deferenza le storie che le raccontava l’uomo con il riporto. La sua libertà dipendeva da lui.

“Posso farti avere il visto per il Venezuela”, le disse infine, dopo aver chiuso la porta della stanza.

“Bisogna far presto. Voglio partire con l’aereo di venerdì”, lo incalzò la donna.

“Va bene, vieni a trovarmi giovedì alla Curia. Però ho bisogno del passaporto e del biglietto d’andata e ritorno”, le spiegò l’uomo.

“Nessun problema per questo”, rispose la donna.

Al passaporto e al biglietto ci avrebbe pensato l’uomo più giovane che l’aveva portata lì. In quel momento l’attendeva in una macchina in sosta vicino a uno dei due isolati di San Martin de Tours, la corta strada dove aveva sede la Piccola Compagnia di Maria, conosciuta anche come Mater Dei, la clinica e il reparto maternità preferiti dall’alta borghesia cattolica di Buenos Aires (Testimonianza di Graciela Beatriz Daleo alla Camera Federale nel processo 13/84, “Videla”, 18 luglio 1985).

Cap. 3

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