Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

 

Il responsabile del rapimento e delle torture che nel 1976 dovette patire Orlando Yorio per cinque mesi, fu Bergoglio. La Corte federale argentina emise una sentenza  che confermò l’esistenza di un piano sistematico per il sequestro dei figli di detenuti scomparsi, sulla base di documenti che dimostravano che già nel 1979 Bergoglio ne era ben consapevole e che intervenne in almeno in un caso, su richiesta di Pedro Arrupe, superiore generale.

Dichiarandolo per iscritto nella causa dell’ESMA, per il sequestro di Yorio e di Francisco Jalics, entrambi confratelli gesuiti, Bergoglio disse che nell’archivio episcopale non esistevano documenti sui detenuti scomparsi. Ma il Presidente José Arancedo inviò al giudice Martina Forns una copia del documento sull’incontro del dittatore Videla con tre bvescovi, Raul Primatesta, Juan Aramburu e Vicente Zazpe, nella quale si stabiliva di cosa si doveva parlare e di cosa si doveva tacere a proposito dei detenuti assassinati, dato che il dittatore Videla era intenzionato a proteggere i massacratori.

Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone portò questo fatto come esempio di “pastori, che consegnano le pecore al loro nemico, senza difenderle e senza riscattarle”.

Secondo Verbitsky Bergoglio è un “Erzatz”, cioè l’essenza della menzogna.

A San Pietro infatti non comanda un francescano, ma un gesuita che si fa chiamare “Francesco”, scimmiottandolo senza pudore, da populista conservatore, così come furono anche Pio XII e Giovanni  Paolo II prima di lui.

“Francesco” è l’anticristo che dice la sua prima messa in una strada di Trastevere o alla Stazione Termini di Roma e parla degli sfruttati e delle prostituite da parte dei potenti  insensibili che chiudono il loro cuore a Cristo; i giornalisti raccontano che viaggia in metropolitana o in autobus, ed i fedeli ascoltano le sue omelie recitate con la gestualità di un attore che racconta le parabole bibliche con parole semplici per il popolo. La gente pertanto va in delirio per il tanto auspicato rinnovamento della chiesa, un rinnovamento che però è solo una bufala.

Nei tre lustri in cui gestì l’Arcidiocesi di Buenos Aires, Bergoglio ha già fatto questo e altro ancora, ma in Argentina è notorio che per la sua sete di potere fu culo e camicia con la dittatura prima, e con l’anti-dittatura poi.

Ora potrà continuare a fare questi giochetti su scala mondiale. Se Pacelli ricevette un finanziamento dall’intelligence degli Stati Uniti per sostenere la democrazia cristiana e impedire la vittoria comunista nelle prime elezioni dopo la guerra, e se Wojtyla fu il proclamatore del Nuovo Ordine Mondiale, Bergoglio svolgerà l’identico ruolo nella sfera latino-americana.

(Cfr. il quotidiano argentino Página 12”).

Ai papi, come un tempo ai faraoni, si è soliti dare un soprannome, per esempio Giovanni Paolo II fu chiamato il papa viaggiatore. Bergoglio lo hanno battezzato il papa villero, perché fa mostra di amare i poveri. Però è uno che volle togliere di mezzo Yorio proprio perché Yorio aiutava i poveri.

Quando Yorio e Jalics furono arrestati i loro torturatori dicevano cose sospette del tipo: “Se era per noi stavi ancora nelle baracche ma Bergoglio voleva farti sparire”

(Cfr. “IL MANIFESTO” del 15/03/2013, pag. 5).

Bergoglio si è battuto strenuamente contro la politica di verità, memoria e giustizia intrapresa dai governi democratici dell’Argentina.

Bergoglio è stato un simpatizzante di una organizzazione della destra peronista negli anni 70. Anche se Scavo Nello dice che Bergoglio ha salvato persone, la verità è che Bergoglio fece solo in modo che queste abbandonassero l’Argentina o il fronte delle lotte popolari all’interno del paese. Cioè che non si oppose mai alla dittatura perché ciò che voleva la dittatura era proprio che gli oppositori fossero eliminati o lasciassero il paese.

L’adorazione per Bergoglio è un fenomeno laico, non religioso. È un fenomeno mediatico dei media, delle masse e della società plurale e laica.

(Fonte: dazebaonews.it)

Non fidatevi di Bergoglio, è un grande attore.

Bergoglio è solo un “professionista” consumato nell’arte della menzogna, pronto a soccorrere i poveri solo dopo aver fatto terra bruciata attorno ai veri difensori del popolo, civili e religiosi, mentre le redazioni di Buenos Aires sono continuamente tempestate di telefonate dei parenti dei desaparecidos che sono indignati, addolorati, e amareggiati a causa di Bergoglio.

“Tra le centinaia di chiamate e e-mail ricevute”, scrive Verbitsky su “Página 12”, quotidiano argentino vicino al governo democratico di Cristina Kirchner, il giornalista ne sceglie una, quella di Graciela, la sorella del sacerdote gesuita Orlando Yorio, che sostenne di esser stato “consegnato” da Bergoglio nelle mani dei torturatori dell’Esma, la famigerata scuola della marina trasformata in lager per dissidenti. “Non posso crederci”, dice Graciela Yorio, subito dopo la fatidica fumata bianca in piazza San Pietro. “Sono cosi sconvolta e arrabbiata, che non so cosa fare”. Bergoglio “ha ottenuto quello che voleva”. Suo fratello l’aveva avvertita: “Vuole diventare papa: è la persona più indicata per coprire il marciume, è un esperto nel dissimulare”. Piange, al telefono, anche il fratello del religioso perseguitato, Alfonso, detto “Fito”. Una vita intera dedicata a difendere la memoria di Orlando, che denunciò Bergoglio come responsabile del suo rapimento e delle torture che patì per 5 mesi, nel 1976. L’incubo di padre Yorio adesso è diventato realtà: è diventato papa l’uomo che non è ancora riuscito ad archiviare le ombre del passato., per giunta col nome di Francesco d’Assisi!

Bergoglio è un disinvolto uomo di potere, pronto anche a resistere ai tribunali impegnati a ricostruire la tragedia argentina: davanti al Tribunal Oral Federal 5, scrive il giornalista su “Página 12”, Bergoglio sostenne che era venuto a conoscenza solo recentemente, cioè dopo la dittatura, del caso dei bambini scomparsi, sottratti ai genitori sequestrati e poi fatti sparire. Peccato però che il Tribunal Oral Federal 6, che ha giudicato il piano sistematico di appropriazione di figli dei detenuti desaparecidos, avesse ricevuto documenti imbarazzanti per il nuovo Papa: quel tribunale, scrive Verbitsky, provò che invece “già dal 1979 Bergoglio era consapevole della situazione”, tant’è vero che, almeno in un caso, su sollecitazione del suo superiore, il capo dei gesuiti Pedro Arrupe, intervenne in modo attivo nella vicenda.

“Dopo aver ascoltato il racconto dei familiari di Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, al quinto mese di gravidanza, Bergoglio avrebbe consegnato un documento al vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, chiedendogli di intercedere presso il governo militare”. Padre Arrupe Picchi scoprì che Elena aveva dato alla luce una bambina, poi affidata ad altri. “Si trova presso una famiglia per bene e non tornerà indietro”, avrebbe comunicato Bergoglio ai parenti della madre “desaparecida”.

Nel processo sul sequestro dei gesuiti Orlando Yorio e Francisco Jaclis, Bergoglio arrivò a dichiarare per iscritto che nell’archivio episcopale non c’erano documenti sui detenuti scomparsi. A smentirlo ha provveduto il nuovo direttore dell’archivio, José Arancedo, che “inviò al giudice Martina Forns una copia del documento sull’incontro del dittatore Videla con i vescovi Raúl Primatesta, Juan Aramburu e Vicente Zazpe”, nel quale “fu discusso con straordinaria franchezza su cosa si doveva dire e cosa non dire sui detenuti scomparsi, che erano stati assassinati, dal momento che Videla voleva proteggere chi li aveva uccisi”. Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone indica Bergoglio come esempio di un pastore che, anziché difenderle, consegna le pecore al lupo.

“Le lotte interne della curia romana seguono una logica così imperscrutabile che i fatti più oscuri sono in genere attribuiti allo spirito santo, sia che si tratti delle manovre finanziarie per le quali lo IOR è stato escluso dal meccanismo del clearing internazionale, dal momento che non ottempera alle normative per il controllo del riciclaggio del denaro, sia che si tratti dei casi di pedofilia che si sono verificati a livello mondiale e per i quali Ratzinger ha chiesto perdono in quanto massimo rappresentante della Chiesa cattolica. Non mi sorprenderebbe che Bergoglio, con il pennello in mano, iniziasse una crociata moralizzatrice per imbiancare i sepolcri degli apostoli” (H.Verbitsky, “Página 12”).

Bergoglio si muove innanzitutto da politico. Parlano da soli “i suoi trascorsi nella Guardia de Hierro”, il settore giovanile del peronismo di destra, che ancora oggi rivendica il diritto argentino sulle isole Malvine-Falkland. Battaglie, conclude “Página 12”, che potrebbero consentire a Bergoglio di proseguire lungo la sua tradizionale e ambigua linea politica: “Apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine presso gli sfruttati”.

(Fonte: libreidee.org).

Il Conclave che ha portato all’elezione di Bergoglio è inoltre proprio quello segnato dalle polemiche sui casi di pedofilia: innanzitutto con la defezione del cardinale Sean Brady, primate di Scozia, costretto a restare a casa dopo aver ammesso abusi su alcuni sacerdoti che risalgono agli anni Settanta. Ma anche dal caso del cardinale di Los Angeles, Roger Mahony, accusato di aver coperto oltre 120 casi di abusi...

(Fonte: lucacocci.wordpress.com).

Condividi post

Repost 0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: