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Nella lingua tedesca vi è un significativo gioco di parole sul doppio senso del termine “Vernagelt” che vuol dire sia “inchiodato” che “deficiente” (o “credulone”, o “sciocco”, ecc.) così che quando per esempio in una transazione con un proprio simile un credente in un partito o in una confessione religiosa si trova in deficit col suo pensare, che è la sua vera forza, egli non trova di meglio che valersi di un’altra forza, più materiale, come per esempio quella di un documento cartaceo in cui è scritta da qualche parte una regola. Oppure alza la voce. Così si arrivare per altra via alla carta materiale: nella diatriba si può infatti “duellare” fino a ricorrere alle armi, alle forze armate, o dell’“ordine”, cioè alla “guerra giusta”, per risolvere i cosiddetti problemi sociali. Avviene così che l’uomo passa dal muoversi interiore al trovarsi “inchiodato” agli incartamenti della legalità, cioè al pensiero scritto nella carta come regola o come dogma.

Il giudizio critico inizia allora ad essere rimosso, e l’uomo incomincia ad esserne privato, diventando schiavo… della carta.

Per questo motivo tutte le cose dovrebbero essere viste sempre dal punto di vista della sintomatologia della “storia”, o degli eventi che ci riguardano personalmente: dal nostro mondo esterno giungono sintomi, e si perviene alla verità solo se siamo capaci di riconoscerli come sintomi.  

Osservando spregiudicatamente i risultati pratici della nostra struttura sociale secondo quest’ottica è evidente che coloro che oggi si fanno chiamare “onorevoli” vivono più di illusioni che di realtà.

Lo stesso vale per coloro che si fanno chiamare “Don” (diminutivo di “dominus”, “padrone”), “Padre” o, peggio ancora, “Santo Padre”.

Costoro vorrebbero risolvere i problemi sempre in modo non corrispondente alla realtà. (intendo per realtà i sintomi percepibili e interpretabili dal pensare, dunque ciò a cui si perviene mediante percezione e concetto; la percezione non è di per sé realtà se manca il relativo concetto, e viceversa il concetto non di per sé realtà se manca la relativa percezione). 

Ciò che oggi deve ancora emanciparsi è la divisione della struttura sociale in caste, così che alle divisioni in caste subentri l’umano, l’essere umano.

Ciò che deve ancora venire è il superamento di quanto dall’antica Grecia penetrò e che ancora permane nella nostra struttura sociale come resti, residui, o anacronistiche reliquie.

Il compito di provvedere alla nutrizione, alla difesa, ed all’insegnamento è oggi ancora affidato alle caste della partitocrazia, che portano il caos nella nostra struttura sociale.

Ebbene, queste caste spariranno in modo del tutto naturale.

La necessità storica odierna tende all’articolazione dei rapporti, cioè al fatto che l’uomo (concretamente vivente, e non come astrazione) sia il legame reale fra le tre articolazioni (giustizia politica, organizzazione economica e libera produzione spirituale) dell’organismo sociale (intendo per spirituale l’immateriale).

Che ci si debba indirizzare alla giustizia politica, all’organizzazione economica, ed alla libera produzione spirituale, non significa che dobbiamo avere per forza a che fare con una divisione in caste per la nutrizione, per la difesa e per l’insegnamento, ma solo che i rapporti fra questi tre settori siano fra loro articolati, e che l’uomo in quanto tale non possa più appartenere ad uno solo di questi se le condizioni del mondo si articolano effettivamente in questo triplice modo.

L’uomo come tale è inserito nella struttura sociale e rappresenta il collegamento fra tutti e tre questi diversi elementi sociali.

In futuro non esisterà più per esempio una particolare casta economica, cioè una particolare casta per la produzione degli alimenti, ma una struttura di condizioni economiche.

Allo stesso modo non esisterà più una particolare casta per l’insegnamento, ma le condizioni saranno tali che la produzione spirituale dovrà, per forza di cose, liberarsi. E infine sarà libera. Ognuno potrà avere il suo Dio. E dovrà terminare il monopolio di una fede da credere secondo dogmi di fede. Nella misura in cui è usura o connesso all’usura (Sal 69,9; Gv 2,17) lo zelo dei credenti non potrà più esistere... E poiché il denaro non è che pensare mineralizzato, ognuno potrà avere la sua propria individuale moneta.

Allo stesso modo non si avrà più una particolare casta per la difesa ma, per quanto riguarda il settore politico, si arriverà in modo liberaldemocratico a quanto oggi si cerca, ma invano, di realizzare per tutti e tre i campi in modo confuso.

La gente avvertirà sempre più che il passaggio dal tempo antico a quello moderno esige che l’uomo sia messo nel mondo come uomo.

La comprensione delle esigenze odierne dipende dalla comprensione scientifica e spirituale dell’uomo come tale.

La struttura sociale funzionerà solo se avrà come fondamento ciò che finora le è mancato del tutto: la comprensione sociale.

Infatti in questo campo è stato fatto il maggior numero di errori proprio perché la maggior parte degli uomini appartenenti alle classi dirigenti non ebbe e non ha la minima comprensione sociale.

Ovviamente, la gente governata da queste classi di dirigenti socialmente ignoranti, è oggi sorpresa da notizie come “mafia capitale” o del fatto di trovarsi in mezzo ad una guerra economica nascosta e mai voluta.

Queste cose però erano nell’aria, e così continueranno a perpetrarsi nei confronti di un fenomeno ancora più importante: l’anacronistico spettro dell’impero romano.

Questo spettro è inosservato dalla stragrande maggioranza degli uomini “governati” (ma sarebbe meglio dire “schiavizzati”).  

Che lo spettro del romanesimo abbia un’influenza così profonda, deriva dal fatto che sostanzialmente nel pensiero umano il pensare secondo la concezione dell’Antico Testamento non è ancora stato superato.

Il cristianesimo in effetti è solo ai suoi inizi, e si potrebbe dire perfino che non esiste ancora, dato che, a causa del cattolicesimo, non è ancora riuscito ad incorporarsi effettivamente nell’attività interiore degli esseri umani.

Con la sua teologia la chiesa cattolica è stata infatti, ed è ancora, completamente soggetta all’influenza dello spettro romano, ed ha perciò contribuito non a introdurre nell’attività interiore degli uomini l’immagine del Cristo, ma piuttosto ad allontanarla. Questo perché le rappresentazioni utilizzate nel proprio ambito di comprensione del Cristo, corrispondono esclusivamente alla struttura sociale e politica dell’antico impero romano.

La gente non lo sa ancora (per rendersene conto, basterebbe dare un’occhiata, per es., al “Codice di diritto canonico”, o alla Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II “Spirituali militum curae”).

In ogni caso questo imperialismo veterotestamentario della chiesa agisce negli istinti di tutti.

Le rappresentazioni vigenti nell’Antico Testamento, cioè le rappresentazioni ebraiche dell’Antico Testamento, che trovarono la loro secolarizzazione nel romanesimo - il quale, pur essendo diametralmente opposto all’ebraismo è tuttavia in campo secolare ancora puro ebraismo (lo scienziato del diritto ed il teologo si comportano oggi esattamente come l’antico scriba e l’antico fariseo) - sono penetrate nell’oggi in via indiretta grazie al cattolicesimo romano e vi agiscono spettralmente.

Se si cerca nell’uomo la vera origine di questo modo di pensare veterotestamentario non ancora cristianizzato, ci si accorge che tale pensare dipende da quanto si eredita di generazione in generazione col sangue.

Il pensare veterotestamentario è la capacità che si eredita prima della nascita dai progenitori per il fatto di passare per lo stato embrionale.

Il pensare umano si esplica dunque in due parti distinte, quello veterotestamentario e quello neotestamentario. Il pensare veterotestamentario si ha mediante l’evoluzione dell’uomo embrionale fino alla nascita, ed è ciò che ereditiamo dai nostri padri e dalle nostre madri. Da questo punto di vista si può osservare che oltre alle capacità ricevute a partire dallo stadio embrionale fino al momento della nascita, il popolo ebraico antico non volle imparare nulla nel mondo che si attraversa fra nascita e morte. Perché il pensare che da quel momento vi si aggiunge è quello neotestamentario, vale a dire quello che acquistiamo tutti dopo il periodo embrionale.

Ecco perché l’uomo, pur essendo costretto a vivere sulla terra fisica fra nascita e morte, è restio a comprenderne le esperienze mediante il pensare risultante dalle esperienze stesse.

A meno che l’uomo non sia un iniziato ai mondi spirituali come nei tempi precristiani lo era per esempio agli antichi misteri (Delfi, Eleusi, ecc.) grazie ai quali poteva conoscere se stesso come “io”, nel suo mondo quotidiano le cose si svolgono oggi in modo che, pur essendo costretto a fare esperienze, egli utilizza solo il pensare che si è acquistato grazie al fatto di essere stato embrione.

Insomma, il vecchio, che viene da carne e sangue, e il nuovo che non viene da carne e sangue (Mt 16,17), sono due modi differenti di pensare.

La chiesa romana, basandosi sul nuovo che non viene da carne e sangue (Mt 16,18) ma facendolo in modo vecchio, cioè basandosi sulla carta evangelica, anziché sull’evoluzione che il nuovo avrebbe dovuto comportare, non ha fatto altro che crocifiggere lo spirito stesso del nuovo, inchiodandolo ad un versetto biblico, e così facendo ha inchiodato se stessa al vecchio nella menzogna del nuovo. Ecco dunque l’uomo “vernagelt”, l’uomo inchiodato o tonto…

Così agiscono gli uomini, così fanno le loro esperienze, quando non vogliono progredire, e applicano alle loro esperienze, contenuti, forme e indirizzi di pensiero, che la vita embrionale, che il sangue eredita di generazione in generazione, offre loro.

Però qui casca l’asino o l’uomo “vernagelt”: il mistero del Golgota, nella sua peculiarità, non può mai essere capito col pensare che si possiede solo in forza dello sviluppo embrionale. Occorre un pensare nuovo per capire il nuovo (Mt 18,3). Ed il mistero del Golgota è qualcosa che, per essere onesti, si negherà sempre fintanto che si vorrà restare fermi al pensiero fisico.

Il mistero del Golgota, e in genere tutto ciò che è pervaso di cristianesimo, deve essere afferrato non da quanto è lunare, ma da quanto è solare, vale a dire dal punto di vista che si consegue dopo la nascita in questa vita. Il pensare lunare è il vecchio, è il pensare riflesso: guardo la regola e così mi comporto. Il pensare solare non è riflesso: creo io la mia regola perché Cristo è in me, quindi curo anche in giorno di sabato (Mt 12,10-13).

Questa è la grande differenza fra ciò che è pervaso da cristianesimo e ciò che non lo è: ciò che non è pervaso da cristianesimo è governato da un pensare che si trasmette in via ereditaria nel sangue. E questa è la via della tradizione lunare.

La comprensione del mondo in senso cristiano è invece governata da un pensare che si deve acquistare nel mondo grazie all’io, cioè grazie all’individualità capace di sperimentare la vita, spiritualizzandola.

In altre parole, la differenza essenziale fra il pensare veterotestamentario e quello neotestamentario è che col primo, cioè col pensare che si possiede in forza dello sviluppo embrionale, si può arrivare solo a riconoscere la divinità come Padre.

Il pensiero invece che si acquista nel mondo attraverso la vita individuale nel periodo post-embrionale porta a riconoscere la divinità anche come Figlio.

La spinta a servirsi solo di un pensare jahvetico, o veterotestamentario, e non anche del nuovo pensare, continua ad avere efficacia, ancora oggi. Tale pensare è però monco, dato che può capire solo ciò che dell’uomo rientra nell’ordinamento naturale.

Oggi bisognerebbe accorgersi che Yhwh, o “Jahvé”, o “Geova”, non è altro che l’antico Giove o Giano, l’iniziatore del Gennaio di ogni anno. Ecco perché si parlava di Giano bifronte: perché aveva  davanti a sé il nuovo, e dietro di sé il vecchio…

Il pensare monco che procedette nel nuovo secondo gli ordinamenti del vecchio, è avvenuto per il fatto che Jahve, vale a dire uno dei sette Elohim, innanzitutto si impadronì prematuramente delle coscienze umane e ricacciò gli altri Elohim.

Per questo motivo gli altri Elohim furono spinti nella sfera delle cosiddette illusioni, così che sono ancora oggi considerati esseri di fantasia. Giove è anche un pianeta. E oggi tutta l’astrologia è appunto considerata un fantasticare. Ma ciò deriva dal fatto che Jahve fece temporaneamente sloggiare questi spiriti e permeò la coscienza umana solo con quanto del periodo pre-embrionale può essere rinvigorito.

Ciò è continuato fino ad oggi perché a seguito del fatto che “Jahvé detronizzò gli altri Elohim, gli altri Elohim sono tornati a farsi valere solo grazie alla forza del Cristo e in vari modi si faranno valere uno dopo l’altro. Perciò la natura umana cadde sotto l’influenza di esseri spirituali elementari di bassa levatura che contrastavano gli sforzi degli Elohim” (cfr. Rudolf Steiner, Esigenze sociali dei tempi nuovi, 1ª conferenza).

Pertanto per la coscienza umana il corso dell’evoluzione è stato il seguente: Jahvé si è insediato come unico dominatore ed ha detronizzato gli altri. Per il fatto che gli altri sono stati detronizzati, la natura umana dovette cadere sotto l’influenza di esseri di levatura più bassa di quella degli Elohim, e così non solo Jahvé estese la sua attività fino ad oggi ma altrettanto fecero gli dei inferiori in luogo degli Elohim (ibid.).

Ecco perché se anche il cristianesimo si è esteso come cattolicesimo, si trova veramente solo agli inizi, e l’umanità non lo ha ancora compreso: proprio perché gli uomini non hanno accolto subito l’azione degli Elohim, ma sono rimasti legati al pensare jahvetico, al pensare suscitato dalla forza embrionale; sono rimasti ancora sotto l’influenza degli avversari degli Elohim, della magia nera, delle fedi confessionali e/o delle teologie promotrici di guerre, ecc.

Ne conseguì che - dato che con la forza jahvetica si può comprendere solo quanto nell’uomo è legato all’ordine naturale, vale a dire al sangue - la primigenia ricerca dell’unico Dio nella natura si trasferisse, per l’influenza di cose contrastanti, alla sola scienza naturale atea, al solo pensare ateo, scientifico e, in campo pratico, al pensare utilitaristico.

Pertanto, per il fatto che Jahvé non poté liberarsi degli spiriti che aveva suscitato, il pensare veterotestamentario si trasformò nella scienza naturale atea del tempo odierno che, in campo sociale, divenne marxismo o qualcosa di simile.

Nel campo sociale domina così un pensare influenzato dalla scienza naturale, e ciò è in relazione col fenomeno odierno delle guerre più o meno occulte.

L’uomo odierno è semplicemente pervaso da un pensare veterotestamentario, trasformato in naturalismo guerrafondaio: “occhio per occhio, dente per dente”, “mors tua, vita mea”, come cosa buona e giusta, data l’altra bufala della sovrappopolazione del pianeta, ecc.. Ma sono tutte bufale veterotestamentarie con non considerano il nuovo.

Contro tale pensare non offre sufficiente difesa né l’immagine dell’uomo che viene dall’occidente né quella che viene dall’oriente, perché esse distolgono l’uomo da una vera, reale comprensione.

Al giorno d’oggi è da toccare con mano come gli uomini oppongano resistenza alla comprensione.

Ciò si manifesta talvolta in modo patologico.

Pertanto la cosiddetta storia delle guerre mondiali sarà in futuro un problema psichiatrico, un problema di psichiatria sociale.

Componendo i fatti in maniera conveniente, per chi sa come si sono svolti, essi offrono, la migliore sintomatologia per la psichiatria sociale degli ultimi anni e degli anni a venire.

Naturalmente si dovrà anche trattare la psichiatria in modo un po’ diverso, più delicatamente di quanto non si faccia da parte delle medicina materialistica; altrimenti non si metterà mai in evidenza nel modo giusto la psichiatria che si deve studiare avendo per oggetto ad esempio persone del presente come Jorge Mario Bergoglio, o del passato come Erich Friedrich Wilhelm Ludendorff, entrambi esemplari della specie embrionale “vernagelt”, divenuti entrambi eroi del loro tempo nonostante il primo sia diventato papa predicando la pace e secondo un catechismo che non esclude la guerra e la pena di morte, e il secondo sia diventato durante la prima guerra mondiale Generale dello Stato Maggiore tedesco sostenendo ad oltranza le ambizioni imperialiste estremistiche e la necessità della guerra ad oltranza, sottovalutando le conseguenze micidiali di quest’ultima…

Ma bisognerà appunto imparare a vedere in giusta luce una buona parte della storia del periodo più recente.

Le coscienze degli uomini su tutta la terra sono offuscate, e i fatti che accadono oggi, accadono ancora per l’azione delle stesse potenze arimaniche (o economicistiche o sataniche che dir si voglia) che operarono in altre coscienze offuscate durante i precedenti conflitti mondiali, anzi, si può dire che tali potenze oggi sono ancora più micidiali dato che hanno imparato ad operare di nascosto nella sfera finanziaria di tutto il pianeta.

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