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Confondere l’idea di spirito libero con l’idea di libertà di pensiero è tipico dell’uomo dozzinale o di chi predica ed assolutizza fin dalle scuole dell’obbligo la “coercizione evolutiva” come cosa buona e giusta. Lo spirito libero non è per nulla lo spirito di chi rivendica la libertà di pensiero o di opinione. Quest’ultima è ovviamente sacrosanta ma è insufficiente per lo spirito libero, dato che sarebbe come se un detenuto rivendicasse la libertà di muoversi a suo piacimento all’interno del carcere. Per sapere cos’è uno spirito libero occorre distinguere fra “libertà di pensiero” e “liberazione del pensiero”, o meglio, fra l’essere liberi pensatori ed essere pensatori liberi dai sensi. Chi nella vita ordinaria non riesce a staccare il pensiero dai sensi e dal cervello (se non dormendo) si comporta come se qualcuno gli avesse incollato gli occhi al binocolo con cui guarda il mondo e, non riuscendo più a staccare gli occhi dal binocolo, fa avverare il detto “col binocolo” usato come negazione: “col binocolo che guardo il mondo!”, per dire “non sto per nulla guardando il mondo!”.
Come mai la miopia e l’astigmatismo non ci impediscono di vedere bene i sogni? Li vediamo bene perché non li vediamo con gli occhi. Ciò significa che il vedere è ALTRO dagli occhi e che NON sono gli occhi a vedere, ma siamo noi a vedere attraverso gli occhi, e che possiamo perciò utilizzarli o non utilizzarli (come nel caso appunto dei sogni).
Come dunque il vedere è ALTRO dagli occhi che lo veicolano, così il pensare è ALTRO dal cervello che lo riflette.
Lo spirito libero dai sensi non è una “supercazzola filosofica” come crede l’uomo dozzinale predicatore della coercizione come cosa buona e giusta, ma qualcosa che esige lavoro interiore, giudizio critico e non la sua rimozione (che è la malattia dell’uomo d’oggi): “Per comprendere che il vedere è altro dagli occhi ci basta sognare; per comprendere che il pensare è altro dal cervello, non possiamo invece usufruire di nulla che ci sia dato, come il sogno, dalla natura. Il microscopio o il telescopio ci sono forse dati dalla natura? No, ci sono dati dal lavoro dell’uomo. Ebbene, anche il pensiero immaginativo, ossia il primo livello di pensiero indipendente dal cervello, deve esserci dato dal lavoro dell’uomo su se stesso” (Lucio Russo, “Amor, che ne la mente mi ragiona. Uno studio de La filosofia della libertà di Rudolf Steiner (2013)”, pag. 140-141).
Certamente ognuno ha la propria opinione su qualsiasi cosa. Però parificare la “libertà di opinione” dell’uomo dozzinale alla “libertà dai sensi” dello spirito libero, è come parificare l’uguaglianza degli uomini con la ghigliottina.

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