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In natura l’odore di violette non esiste [come non esistono note musicali e colori]” (E. Boncinelli in Lucio Russo, «L’odore di violette. Riflessioni su “Il cervello, la mente e l’anima” di Edoardo Boncinelli», Stampato in proprio, Roma 2016).

Edoardo Boncinelli è il vincitore del riconoscimento speciale del Premio Città di Como per chi si è distinto “per la diffusione della cultura italiana [sic!] negli ultimi due anni” (Corriere della Sera, del 4/7/2016).

Sono molti oggi i “dotti” buonisti dalla “mente quantica”, capaci di vedere tutto positivo, perfino la “materia oscura”, o l’“energia oscura”, termini che sono diventati addirittura titoli di libri scritti a migliaia per un nuovo ottenebramento delle coscienze, stavolta su base “scientifica”.

Questa moltitudine di scientisti (che io chiamo “scoreggioni”) è illuminata... dall’oscurità.

Deficiente del pensare, questa moltitudine si presenta come scientifica nella misura della rimozione del proprio giudizio critico. Tanto ci ha pensato Kant a dimostrare che la ragione umana non è attendibile, ed Einstein a scotomizzare l’io umano...

Così avviene che i nuovi “scimmioni intelligenti”, addomesticati da Gödel & C. circa l’insufficienza del linguaggio umano, insegnino sempre più l’impossibilità di un pensare libero dal mito, dato che il pensare razionale, dicono, proviene dal mito, e che, pertanto, ogni nuova teoria, conoscenza, perfino ogni parola, tutto è relativo... tranne la teoria della relatività di Einstein. Ovviamente.

Costoro non sospettano che se anche il pensare razionale origina da quello mitico, ciò non esclude che il suo sperimentatore possa ugualmente emanciparsi dai miti permanendo razionale.

Nemmeno sospettano che proprio chi oggi parla di materia (cioè tutta la cosiddetta scienza odierna) ne parla in modo antilogico o anti-epistemologico, dato che bisognerebbe parlare NON di materia ma di IDEA della materia. Scrive per esempio M. Scaligero: “È sufficiente, nella dottrina di Marx, sostituire la parola “materia” con “idea” e tutto va a posto: non occorre molto acume per accorgersi che la materia, autonoma, vi è ravvisata come idea” (M. Scaligero, “Metafisica del materialismo”, in “Il pensiero come antimateria”, Roma 1978). Infatti bisognerebbe rendersi conto che «se si pretende che una scienza “rigorosamente oggettiva” faccia scaturire il suo contenuto soltanto dall’osservazione, si deve pure pretendere che rinunci completamente al pensare, dato che il pensare, per sua natura, va sempre al di là dell’osservato» (cfr. R. Steiner, “Scienza della libertà” in “La filosofia della libertà”, cap. 4°).

nsomma chi CREDE che la luce sia misurabile come un’onda sonora, dovrebbe percepirla con le orecchie, non con gli occhi. Ma ciò sarebbe un’assurdità, simile a quella del calore creduto movimento: “È semplicemente assurdo dire che il calore o la luce siano movimento. Movimento è soltanto la reazione alla luce della materia suscettibile di movimento” (R. Steiner, “Introduzioni agli scritti scientifici di Goethe. Per una fondazione della scienza dello spirito - Antroposofia”, Ed. Antroposofica, Milano 2008, p. 246).

Probabilmente la nuova scienza, che nega l’esistenza del profumo, nega pure l’esistenza delle puzzette dei suoi sostenitori, da me chiamati, appunto, SCOREGGIONI... Amen

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