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Il contenuto di questo video mi ricorda il clima degli anni ’60, quando me ne andai dal paese come il protagonista della poesia “Esterno” di Cesare Pavese: “scappato nell’alba senza fare discorsi con quattro bestemmie, alto il naso nellaria”. Nel 1967 Montini aveva scritto una delle sue più famose boiate, la “Populorum progressio”, dove candidamente parlava di “progresso” mentre in quei giorni la civiltà non progrediva di una minchia, ma regrediva, dato che i bombardamenti in Vietnam proseguivano, generando ovunque indignazione e protesta, oltretutto l’America stava combattendo una guerra mai dichiarata. Frequentavo allora la scuola Magistrale, e poiché le rivolte e gli scioperi studenteschi non mi bastavano, dato che mi apparivano del tutto inutili, decidevo di fare sciopero per sempre da questo mondo di criminali istituiti, optando per il rock, e incominciando a cantare a Torino le canzoni di Elvis.

Tutta Italia stava manifestando allora contro la guerra in Vietnam ma i politici della maggioranza italiota, ciechi e servili, non vedevano e non sentivano. Indirettamente approvavano i bombardamenti indiscriminati su un Paese inerte che stava conducendo una lotta impari.

A Natale di quell’anno di fuoco Montini fece il suo solito patetico, squallido e palloso messaggio di Amore e di Pace, del tutto identico a quello che farà Bergoglio il 25 dicembre del 2014, pontefice che, mascherato da pastore di anime candide, avalla fra l’altro un catechismo con tanto di “pena di morte” e di “guerra giusta”, esattamente come nel 1967.

I seminaristi di Verona, almeno, s’incazzarono un po’, e con la famosa “lettera aperta” al Papa condannarono l’intervento in Vietnam: «Amore, Pace: parole che rischiano di restare vuote se non troviamo l’effettiva maniera di realizzarle... Condanniamo la politica degli Stati Uniti i quali approfittando della loro potenza politica e militare vogliono imporre con la forza una loro visione di pace. Crediamo che nulla possa giustificare questa guerra, tanto più che questi potenti si dichiarano cristiani».

Anche il Circolo Cattolico di Rimini si era incazzato e aveva scritto a Montini: «Il cardinale Spellman ha detto che “gli Stati Uniti stanno combattendo nel Nord Vietnam una guerra santa”, e, rivolto alle armate statunitensi ha detto “Voi non solo state servendo il vostro paese, ma state servendo la causa della giustizia, la causa della civiltà e la causa di Dio. Noi siamo tutti uniti nella preghiera e nel patriottismo in questo sforzo”. Noi, cattolici di Rimini, siamo scandalizzati e sgomenti. È questa la “Pacem in terris”? È questa la nuova “età conciliare”? Siamo tornati alle crociate di infausta memoria e al patriottismo di cattiva lega con la benedizione delle armi e dei gagliardetti? Padre, Lei che così ansiosamente e paternamente non perde occasione per ammonire da “errori” e “deviazioni” e “pericoli” che si possono ravvisare negli scritti o nell’impegno di qualche sconosciuto membro di questo o quell’ordine religioso, e nell’attività di qualche “cenacolo” laico non vorrà rimanere inerte di fronte a certe grossolane deviazioni, a certe scandalose negazione della Pace, sol perché fanno capo ad un cardinale di Santa Romana Chiesa?» (Dalla “Lettera aperta al papa sulla “guerra santa” nel Vietnam, 1967”, citata anche in “Storia dell’Italia repubblicana” di Silvio Lanaro, Marsilio Editori, 1996).

Oggi, se si prescinde dal libro di Andrè Bercoff  “Il nuovo catechismo vuole distruggere la chiesa?” del 1994 (Ed. PAN), non c’è nessuno che si oppone a questo criminale catechismo...

Considero pertanto la comicità di Natalino Balasso chiara testimonianza cristiana, in quanto denuncia il testo della costituzione apostolica di Wojtyła “Spirituali militum curae”, aberrante scritto che istituisce gli “ordinariati militari”. Questo testo è anticristiano del resto come l’attuale catechismo cattolico, il quale non esclude né la necessità pedagogica (?) della pena di morte, né la guerra giusta (?) nella società umana (che con gli articoli 2266 e 2267 sarebbe di fatto una società bestiale, non una società umana).

Considero altresì la testimonianza di Balasso una speranza, che potrebbe incominciare a far risorgere davvero il cristianesimo, dato che la chiesa cattolica prova da duemila anni a crocifiggerne anche lo spirito...  

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