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Sulla cultura dell'insicurezza dell'individuo

Se si prova a chiedere agli intellettuali, per esempio ad un professore di filosofia, o ad un professore di matematica, o ad un economista, ecc., una certezza che non sia un’opinione, costoro rispondono in coro che un tale certezza non esiste, dato che tutto è relativo... Tutto è per loro opinabile, perfino che 1 + 1 faccia 2, o che 2 – 1 dia come risultato 1. Ed anche se fai loro notare due mele e, dopo averne mangiata una, mostrerai loro che certamente ne è rimasta una, costoro rimarranno della “loro” idea, dato che hanno imparato alla scuola di Stato che i numeri sono unità di misura convenzionali… e che quindi anche la matematica è un’opinione.

Dunque hanno davanti due frutti, ne mangiano uno, ma non hanno la certezza che davanti a loro ne è rimasto uno.

Non hanno tale certezza perché sono stati indottrinati sul fatto che il sistema numerico decimale non è che una convenzione, e che in quanto tale essa è relativa agli accordi convenuti che la riguardano come sistema decimale, il quale però potrebbe anche essere diverso, duodecimale per es., e in tal caso l’unità sarebbe fatta dal 12, non più dall’1. Il ragionamento sembra filare ma è un’astrazione intellettuale priva di senno dato che lì sul tavolo c’è una sola mela, non una dozzina. La logica di realtà non coincide con la logica intellettuale astratta dei professori, matematici, economisti, universitari, ecc.

Cos’è successo? Si è scambiata l’unità aritmetica relativa al ritmo con l’unità decimale relativa alla misura, e si è mischiata la misura del cervello col ritmo del cuore, quindi si è andati fuori di testa perdendo la sindéresi.

Questa follia, questa “insicurezza assoluta” del “tutto relativo”, è indotta negli uomini a partire dalle scuole di Stato, esattamente come nelle madrasse orientali si fa imparare la sicurezza della giustizia della guerra santa.

La degenerazione del pensare umano fu fatta valere - ed è continuamente fatta valere - come cosa buona e giusta, in nome del governo mondiale. Siamo dunque ancora anacronisticamente fermi allo Stato di Hegel concepito come Dio…

Nel cammino verso il governo mondiale, nonché verso lo spopolamento malthusiano del pianeta anche a costo di genocidi, auspicati da Malthus, Wells, e da Russell, fu innanzitutto indispensabile sostituire al contenuto del concetto di “Stato”, quello di “Stato mondiale” o di “Super-Stato”, e tale necessità è stata chiamata: cambio di identità culturale.

Questo cambio di identità culturale fu il compito che gli strateghi affidarono alle migliaia di “Organizzazioni Non Governative” (o ONG) registrate nei diversi consigli e dipartimenti del segretariato delle Nazioni Unite.

Queste ONG sono autorizzate a ricevere documenti riservati, e sono periodicamente  invitate a partecipare a conferenze e riunioni indette dall’ONU.

In teoria, le Nazioni Unite presentano queste organizzazioni come poco rilevanti, prive di fondi, e motivate solo da finalità umanitarie e/o prive di qualsiasi legame con i poteri governativi dei paesi occidentali.

Nella pratica invece, molte di queste organizzazioni, come ad esempio la “B’nai B’rith”, la “Oxfam” (Oxford Famine), o la “Presbyterian Church U.S.A.”, ecc., rappresentano élites, operative ad un livello superiore a quello dei governi che determinano le scelte politiche - e, non di rado, quelle dei rispettivi servizi segreti - in paesi come il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti, i tre paesi che maggiormente detengono il potere all’interno delle Nazioni Unite dall’alto della loro posizione di “membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU”!

Quanto segue è l’elenco (in ordine alfabetico) delle più importanti ONG, che dirigono questi tre paesi, o che rappresentano i veri portavoce delle rispettive agenzie di intelligence (“EIR”, Special Report: “Why U.N. plans for world government must be stopped”, EIR News Service, Inc. 1993, p. 45):

“American Jewish Committee”, “Amnesty International”, “Baha’i International Community”, “B’nai B’rith”, “Episcopal Church”, “Freedom House”, “Greenpeace”, “Heritage Foundation”, “International League of Human rights”, “Lutheran World Federation”, “Maryknoll Fathers”, “National Conference of Christians and Jews”, “Oxfam”, “Population Council”, “Population Crisis Committee”, “Presbyterian Church U.S.A.”, “Rockefeller Foundation”, “Rotary International”, “Temple of Understanding”, “Trilateral Comniission”, “World Council of Churches”, “World Jewish Congress”, “World Vision International”.

Al di sotto di queste, pullula una miriade di altre ONG alle quali è stato affidato il particolare compito di provocare il cambiamento “culturale” della popolazione per trasformare lo “Stato sovrano” in “Super-Stato sovrano” in cui la già formale sovranità dei nativi sparisse però del tutto.

I dettagli di questo sottile incarico sono stati elaborati al “Tavistock Insfitute of Human Relations” di Londra, meglio conosciuto come il “Centro di guerra psicologica del Servizio Segreto britannico”, con una serie di studi, iniziati negli anni ’60 e culminati nel “Program for Social Innovations in Global Management” (SIGMA), una serie di conferenze tenute a Cleveland, Ohio, dal 13 al 19 novembre del 1989, in cui, esplicitamente, si chiese la fine dell’era della sovranità nazionale (gli anni ’90 vennero indicati come il termine ultimo di tale era).

Con psichiatri, sociologi e attivisti politici, provenienti da 44 paesi, questa serie di Conferenze additava la drastica riduzione della sovranità nazionale come la premessa indispensabile per risolvere una serie di problemi globali, quali la crescita incontrollata della popolazione mondiale, l’esaurimento delle risorse naturali, la fame nel mondo, la violazione dei diritti umani e il dilagare di ogni tipo di violenza.

Per sensibilizzare la popolazione mondiale, furono indicate, come strumenti per risolvere tutti questi problemi, le quasi venti mila ONG dell’ONU, le quali, grazie alla loro natura transnazionale, potevano facilmente superare ogni confine nazionale, ed agire indisturbate, grazie al loro ben reclamizzato ruolo di impegno religioso, sociale, culturale, ecologista o umanitario.

Queste organizzazioni che, da meno di 200 che erano all’inizio del secolo, sono esplose, dalla fine della seconda guerra mondiale, fino a raggiungere lo strabiliante numero di 18.000 nel 1980, sono l’“invenzione sociale” del secolo passato, terminato nel 2000, e costituiscono il veicolo che i credenti nel governo mondiale utilizzano per raggiungere i loro scopi.

Se osservi alla televisione i politici ed i catecumeni confessionali di destra e di sinistra, ti accorgi che costoro non fanno che predicare che la presenza dell’ONU è determinante per la questione del terrorismo e del governo mondiale. Ma questa è una cagata pazzesca ad uso e consumo dei tapini.

I tapini infatti non sanno che farsi curare dall’ONU le ferite del fascismo o del comunismo è assennato quanto affidarsi a Mangiafuoco per Pinocchio.

Delle ONG “culturali”, la più “acculturata” nell’occuparsi direttamente del problema della popolazione, anche attraverso finanziamento di programmi di sterilizzazione, sembra essere la “International Planned Parenthood Federation” (IPPF), famosa per aver promosso nei suoi bollettini la lettura di libri come: “Una nuova visione dell’incesto” di Wardell B. Pomerow, che scrive tra l’altro: L’incesto tra gli adulti e i bambini piccoli può anche dimostrarsi un’esperienza soddisfacente ed arricchente (“EIR, Rapporto Speciale”, “La Congiura Ecologista”, Eir News Service, Inc., 1988, p. 63).

Alcune delle misure proposte dalla IPPF, per ridurre il tasso di fertilità negli Stati Uniti, furono: “costringere le donne a lavorare, costruire meno asili infantili, limitare o eliminare l’assistenza medica gratuita, le borse di studio, i prestiti e i sussidi a famiglie con più di un certo numero di figli, aborto obbligatorio per le gravidanze contratte al di fuori del matrimonio, sterilizzazione obbligatoria per chi abbia già due bambini, sospensione dell’assegnazione di case popolari alle famiglie numerose, riduzione o eliminazione del pagamento dello stipendio alle donne durante la maternità, sospensione dell’assistenza sociale alle famiglie con più di due figli, posponimento del matrimonio, creazione di una nuova immagine della famiglia, promozione dell’omosessualità” (ibid, p.63, l’autore delle proposte era Frederick S. Jaffè, vice presidente della Planned Parenthood, “Generai Plan Ost”, 1941).

NB: tutto ciò in nome dei diritti dell’uomo e della donna!

Non vi è differenza con la pianificazione hitleriana del 1941, dato che in quell’anno Hitler scriveva nel suo “Piano generale dell’Est”: Dobbiamo adottare una politica deliberata di sviluppo demografico negativo. Con campagne propagandistiche, soprattutto sulla stampa, alla radio, con volantini, pamphlet, corsi educativi; dovremo condurre la popolazione a pensare che sia dannoso avere figli. [...]. Oltre a questa propaganda, dobbiamo diffondere informazioni sulla contraccezione. Sarà creata un’industria specializzata in mezzi di contraccezione che non saranno puniti, così come non lo sarà l’aborto. Dovremmo creare istituti specializzati nell’aborto ed insegnare a medici ed infermieri come praticarlo. La sterilizzazione volontaria va promossa. La mortalità infantile non va combattuta [...] (A. Hitler, "General Plan Ost", 1941).

Idee come queste circolavano già nei sostenitori della prima guerra mondiale: «Siamo troppi. La guerra è una operazione malthusiana. C’è un di troppo di qua e un di troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un’infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita» (“Amiamo la guerra” di Giovanni Papini, ottobre 1914).

E quante sono ad oggi le scuole e gli istituti dedicati a Giovanni Papini, amante della guerra? Lascio a te il loro conteggio nel web!

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Affinché il partigianato della Liberazione, anziché restare mero materiale da museo, possa risorgere e continuare per rendere possibile la triarticolazione sociale antroposofica: 

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